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Il soldato israeliano Elor Azaria che nel marzo del 2016 sparò ad Hebron ad un assalitore palestinese già ferito a terra dopo aver compiuto un attentato.

KEYSTONE/EPA POOL/JIM HOLLANDER / POOL

(sda-ats)

Un anno e mezzo effettivo di carcere militare: è la pena a cui è stato condannato oggi il soldato israeliano Elor Azaria che nel marzo del 2016 sparò ad Hebron ad un assalitore palestinese già ferito a terra dopo aver compiuto un attentato.

La pena è stata pronunciata dal Tribunale militare di Tel Aviv in base alla condanna delle settimane scorse per omicidio colposo. La pubblica accusa aveva chiesto tra tre e cinque anni. La vicenda ha suscitato dibattito in Israele e le proteste della destra.

''L'accusato - ha affermato la giudice, col. Maya Heller - ha colpito un terrorista senza alcuna giustificazione. Ciò in contrasto con un valore supremo, quello della vita. Il soldato Azaria è inoltre andato contro la 'etica delle armi' che è alla base dello spirito di Zahal'', acronimo dell'esercito israeliano.

I tre giudici gli hanno però riconosciuto diverse attenuanti: fra queste, la situazione complessa in cui quel giorno si era venuto a trovare in seguito ad un attentato palestinese contro i commilitoni, nonché una certa disorganizzazione da parte dei suoi superiori diretti sul posto. Uno dei tre giudici, rimasto in minoranza, riteneva che Azaria avrebbe dovuto scontare una pena compresa fra 30 e 60 mesi. Gli altri due hanno preferito non calcare la mano.

Ancora non è noto se la difesa intenda presentare ricorso.

Intanto nel mondo politico si moltiplicano le reazioni. Il ministro dell'istruzione Naftali Bennet (dal partito nazionalista Focolare ebraico) ha affermato che Azaria non deve scontare ''nemmeno un giorno di carcere'' e va perdonato. Altri ministri e deputati nazionalisti hanno convenuto con lui affermando che Azaria merita la grazia. Fuori dal tribunale militare centinaia di sostenitori di Azaria hanno scandito slogan di condanna nei confronti dei giudici.

SDA-ATS