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Il capo della polizia di Monaco di Baviera, Hubertus Andrae.

Keystone/EPA/SVEN HOPPE

(sda-ats)

Il 18enne tedesco-iraniano autore della strage di ieri presso il centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera ha agito solo e non aveva complici. A casa sua non è stato trovato materiale legato a Isis, ma solo documentazione su stragi del passato.

Lo ha detto in conferenza stampa odierna Hubertus Andrae, capo della polizia di Monaco, precisando che non ci sono turisti tra le vittime. Le 9 persone da uccise sono 5 giovani e 4 adulti. Andrae ha pure sottolineato che "non c'è alcun legame" tra la strage e il tema dei profughi. È però "evidente il legame" di quanto accaduto Monaco con la strage compiuta sull'isoletta norvegese di Utoya 5 anni fa (69 morti) "di cui ieri cadeva il quinto anniversario".

Le indagini continuano negli ambienti frequentati dal giovane, che ha usato una pistola Glock 9 mm con la matricola abrasa ed aveva circa 300 proiettili nello zaino. Il capo della polizia ha poi aggiunto che "non c'è nessuna prova" che il ragazzo sia stato vittima di bullismo, come sostenuti da alcune fonti di stampa. Comunque su questo punto "saranno fatte verifiche nei prossimi giorni".

Dal canto suo il procuratore di Monaco Thomas Steinkraus-Koch ha affermato che il giovane sparatore, poi suicidatosi, si era sottoposto a "terapia psichiatrica" ed era curato per depressione.

L'agenzia d'informazione DPA, citando fonti dei servizi tedeschi, afferma che il killer aveva trascorso molto tempo davanti al pc utilizzando giochi di sparatorie. Inoltre egli ammirava l'autore della strage di Winnenden, nei pressi di Stoccarda, dove nel 2009 uno studente 17enne uccise 15 persone in una scuola. Le fonti di sicurezza citate dalla DPA riferiscono che il killer di Monaco avrebbe avuto problemi scolastici.

Secondo Focus online venerdì scorso il giovane non avrebbe superato un esame finale. Sulla base di informazioni dei servizi, anche Focus riferisce che il killer prendeva antidepressivi ed era in terapia psichiatrica. La polizia starebbe verificando la circostanza che il 18enne abbia cercato di attirare nel Mc Donald's dove ha sparato alcuni compagni di classe attraverso un messaggio su Facebook.

Intanto il tabloid britannico Daily Mail nella sua edizione online sostiene che il giovane autore della strage di Monaco avrebbe agito per vendetta dopo essere stato vittima di bullismo per anni a scuola: un anonimo suo ex compagno di classe ha rivelato in una chat room che il 18enne prometteva "sempre" di "uccidere" i bulli che lo tormentavano. "Conosco questo cazzo di tipo, si chiama Ali Sonboly. Era nella mia classe. Facevamo sempre del mobbing contro di lui a scuola. E lui diceva sempre che ci avrebbe uccisi", recita il post. Secondo il Daily Mail, il padre del ragazzo è un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt.

sda-ats

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