Tutte le notizie in breve

Kim Rossi Stuart

Keystone/EPA/CLAUDIO ONORATI

(sda-ats)

Fa bene Kim Rossi Stuart a prendere le distanze, perlomeno autobiografiche, dal film "Tommaso" da lui diretto e interpretato e che oggi è passato fuori concorso alla 73esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

Una giusta precauzione, la sua, perché il protagonista di questo film, in sala dall'8 dicembre, appunto Tommaso (Rossi Stuart) non ne esce affatto bene dalla sua dichiarata passione per le donne. È un uomo lontano mille miglia anche da un Casanova di provincia. Solo un nevrotico.

Certo "vede nudo", proprio come Nino Manfredi nel film omonimo di Dino Risi del 1969, e dice a Mario, suo psicanalista berniano (Renato Scarpa), ''vorrei averle tutte (le donne) e prenderle per strada come un animale''. Ma come risposta dal suo psicoterapeuta arriva solo un semplice reiterato monito: ''cerca il bambino in te''. Di fatto Tommaso, almeno per nevrosi, tic e maniacalità, che ricordano troppo quelli dei personaggi di Nanni Moretti, il problema ce l'ha.

Basta così un particolare, un semplice ''ciccetto di carne'' sulle labbra della donna di turno e la sua sessualità va a rotoli. Non solo. Nonostante la sua professione di attore è un uomo impacciato, infantile, isterico. In conflitto con la madre (che lo ha abbandonato) Tommaso ha poi anche il velleitario sogno di voler girare un film da regista totalmente legato ai suoi sogni, un film squisitamente onirico.

Tutto parte con l'attore giovane, bello e troppo gentile che sta vivendo una lunga relazione con Chiara (Jasmine Trinca), che, molto saggiamente, a un certo punto lo lascia. Ora è finalmente libero di dare sfogo alla sua sfrenata voglia di sesso, ma la natura è quella che è. Si ritrova così sempre a ripetere lo stesso copione e, alla fine, la storia finisce. Insomma una coazione a ripetere anche quando incontra la mite Federica (Cristiana Capotondi) e poi la ruspante, ma molto concreta e davvero erotica, Sonia (Camilla Diana).

Questa sua coazione a ripetere un giorno deve fare i conti con quella realtà del passato che Tommaso ha saggiamente rimosso. Trova finalmente quel bambino che c'è in lui e tutto, nel finale, scivola in quel sogno onirico che sogna di dirigere in un film. Tommaso ora è solo e non ha più scampo: deve affrontare quel momento del suo passato in cui tutto si è fermato.

Il film è idealmente il sequel di "Anche libero va bene", primo film del 2006 da regista di Kim Rossi Stuart, allora Tommaso, il protagonista, era bambino, oggi invece è diventato adulto, ma deve ancora fare i conti con il suo passato.

sda-ats

 Tutte le notizie in breve