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La formazione professionale dovrebbe disporre di 3,63 miliardi per il periodo 2017-2020. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale.

La camera ha respinto sia i tagli voluti dall'UDC in questo settore sia i supplementi auspicati dalla sua Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura. La Camera del popolo si è così allineata alla proposta del Consiglio federale.

Tutti gli oratori intervenuti nel dibattito hanno sottolineato l'importanza della formazione professionale per la piazza economica e la società elvetica.

La commissione chiedeva 288 milioni supplementari a quelli previsti dal Governo. "Altrimenti la formazione professionale iniziale dovrà stringere la cintura per compensare l'accento messo sulla formazione professionale superiore", ha sottolineato invano Christine Bulliard (PPD/FR) a nome della commissione e facendosi portavoce delle preoccupazioni dei cantoni.

Altra decisione: la Confederazione potrà sostenere la metà dei costi assunti dai candidati per la frequentazione dei corsi preparatori agli esami federali, ovvero 13'000 franchi in media. Gli interessati potranno tuttavia sollecitare il contributo federale soltanto dopo aver ultimato i corsi. Con 97 voti contro 89, il Nazionale ha respinto la proposta di un versamento annuo delle sovvenzioni.

"I partecipanti devono avanzare somme importanti. Inoltre se la formazione è interrotta dopo due anni, non riceveranno un centesimo. Ciò nuocerà all'attrattiva della formazione professionale superiore", ha criticato invano Martina Munz (PS/SH). Un tale cambiamento genererebbe molta burocrazia, visto che i datori di lavoro sostengono già due partecipanti su tre a questi corsi preparatori", ha rilevato con successo Christine Bulliard (PDC/FR).

Il dibattio sul finanziamento globale della promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione per il periodo 2017-2020 continua.

sda-ats

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