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L'entrata del museo.

KEYSTONE/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

Il Museo delle civilizzazioni dell'islam (Mucivi) di La Chaux-de-Fonds (NE) ha aperto i battenti questo weekend. Per l'occasione sono stati organizzati atelier, racconti e spettacoli di danza.

Il pubblico non numerosissimo, qualche centinaio di persone in totale, ha visitato il museo dopo le polemiche emerse negli ultimi tempi. Agenti di sicurezza privati erano presenti all'entrata, ha constatato l'ats.

In un'interpellanza parlamentare presentata al Gran Consiglio neocastellato il mese scorso, l'UDC chiedeva chiarimenti in merito alle fonti finanziamento.

Gli investimenti - interamente privati - ammontano a 3-5 milioni di franchi per il museo e 22 milioni per un annesso progetto immobiliare. I fondi sarebbero stati stanziati da donatrici di Paesi del Golfo Persico quali Kuwait, Qatar e Arabia Saudita, "noti per la loro grande tolleranza religiosa", aveva ironizzato il partito conservatore.

Il progetto edilizio annesso comprende anche una sala di preghiera, nonché una piscina con orari differenziati a seconda del sesso. Determinate sale potranno essere destinate ad attività parascolastiche, secondo il gruppo UDC, che ha chiesto al Consiglio di Stato di prevedere "misure volte ad impedire qualsiasi proselitismo islamista, in particolare presso i bambini".

Ricavato in una palazzina storica del centro di La Chaux-de-Fonds, un tempo proprietà di un gioielliere, il museo comporterà una superficie complessiva di 750 metri quadrati. Oltre alle sale dedicate all'esposizione permanente e alle esposizioni temporanee, sono previsti una biblioteca con 20'000 opere, sale per conferenze, atelier e tavole rotonde, nonché una boutique.

sda-ats

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