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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

KEYSTONE/AP AFP Pool/GALI TIBBON

(sda-ats)

Mattatore assoluto ed indisturbato della politica israeliana, sostenuto peraltro da una coalizione mansueta, il premier Benyamin Netanyahu si è imbattuto in una 'mina vagante' potenziale per la sua carriera politica.

In serata nella sua residenza ufficiale si sono presentati investigatori della polizia determinati a chiarire la natura di ingenti doni e benefici da lui percepiti da facoltosi uomini d'affari, per lo più stranieri. Una vicenda che, secondo la stampa, potrebbe avere anche sviluppi pesanti: come accadde appunto anni fa al suo predecessore Ehud Olmert (Kadima), che sconta adesso una lunga pena detentiva.

Ma ancora oggi Netanyahu era certo di avere la situazione in pugno. La polizia, ha detto alla lista parlamentare del Likud, ''non ha niente in mano, perché non c'è niente''. Ed il suo consiglio ai rivali politici - il laburista Isaac Herzog e il centrista Yair Lapid - è di ''aspettare con i festeggiamenti''. ''Voi continuate a far volare in cielo palloncini pieni di aria calda, e noi - ha concluso - continueremo a governare lo Stato d'Israele''.

Malgrado la sua baldanza, la tensione nel mondo politico israeliano era oggi percepibile. L'arrivo degli investigatori nella residenza del premier, previsto in mattinata, è slittato per ragioni ignote alla serata. L'interrogatorio - che è stato filmato e rilanciato in diretta negli uffici della unità investigativa della polizia Lahav 443 per ricevere osservazioni online - è stato fissato in almeno quattro ore. Intanto si attende di conoscere dal consigliere legale del governo Avichai Mendelblit, che è anche il capo della magistratura, la natura esatta di ciò su cui si indaga.

Consapevole di trovarsi in un campo minato, la polizia ha centellinando con parsimonia le fughe di notizie, pilotando la stampa verso quelli che appaiono come ipotetiche accuse 'minori': ossia i regali e i favori ricevuti da Netanyahu e dai suoi familiari da amici facoltosi per un valore complessivo che Haaretz stima in ''centinaia di migliaia di shekel'' (un euro vale quattro shekel). Per il momento non si sospetta una corruzione vera a propria, ma semmai un conflitto di interessi: anche perché in alcune occasioni quei regali, secondo la tv Canale 10, sono giunti in momenti di notevole importanza per chi li ha offerti.

Ma dietro a questo schermo, azzardano alcuni mass media, si nasconde una seconda vicenda, di natura molto più seria. ''Una sorta di terremoto'', secondo un parere raccolto da Haaretz.

Il Likud è intanto impegnato in una vasta offensiva contro i partiti di opposizione e contro i mezzi di comunicazione principali che - questa la sua sensazione - cercano di ''abbattere Netanyahu'' sollecitando continue indagini nei suoi confronti, ''essendo incapaci di sconfiggerlo nelle urne''.

Se dunque la stampa denuncia con indignazione il life-style della famiglia Netanyahu, bollato come sfarzoso, il Likud vede in gioco una posta ben diversa. Neutralizzata di fatto l'opposizione alla Knesset, adesso cerca di delegittimare agli occhi degli israeliani i mezzi di comunicazione più recalcitranti. Da ambo le parti un conflitto aspro ed ideologico, per plasmare il volto della democrazia israeliana negli anni a venire.

SDA-ATS