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Le noie delle banche elvetiche col fisco di paesi stranieri a caccia di evasori potrebbero non essere finite. Il Land Nord-Reno Westfalia ha infatti ceduto a 27 paesi stranieri dati riguardanti conti sospetti di averi depositati in Svizzera.

L'ammontare globale sarebbe di circa 100 miliardi di franchi. Tali informazioni erano contenute nei diversi CD, con dati scaricati illegalmente dai sistemi informatici di alcune banche, acquistati negli ultimi anni da questo Land che ha fatto della lotta all'evasione una delle sue priorità.

Il ministro delle finanze del Nord-Reno Wesfalia, Norbert Walter-Borjans (SP), ha dichiarato oggi a Düsseldorf che il contenuto dei CD ha messo a nudo una vera e propria industria dell'evasione. Se gli evasori si servono di canali internazionali, ha spiegato, la cooperazione tra gli inquirenti deve giocoforza far capo alla cooperazione transfrontaliera.

Le informazioni contenute nei dischetti riguardano volumi d'investimenti importanti in altri Paesi al di fuori della Germania. Per la sola Gran Bretagna si parla di oltre 10 miliardi di franchi, per la Spagna di 9,5 miliardi. Globalmente si giunge a un volume di 101,574 miliardi. Gli inquirenti che riceveranno i dati dovranno verificare se si tratta di somme note al fisco del rispettivo paese.

Il Nord-Reno Wesfalia non ha mai respinto le offerte di acquisto di dati rubati; finora sono stati acquistati 11 supporti informartici con informazioni scottanti su possibili evasori per 17,9 milioni di euro. In seguito a ciò, si è registrato un aumento delle autodenunce: dal 2010 sono state 120 mila. Le maggiori entrate derivanti hanno raggiunto circa 5 miliardi di euro.

Le cessione delle informazioni a Stati terzi non è da mettere in relazione col recente caso dei panama-Papers, ha sostenuto Walter-Borjans, anche se vi sono alcuni punti di contatto tra le recenti rilevazioni e i risultati delle inchieste condotte dalle autorità fiscali del suo Land.

sda-ats

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