Tutte le notizie in breve

Il luogo della sparatoria a Baton Rouge, che ha provocato la morte di tre agenti.

KEYSTONE/AP/GERALD HERBERT

(sda-ats)

Nuova strage di poliziotti negli Stati Uniti. Stavolta a Baton Rouge, la città della Louisiana teatro poco più di dieci giorni fa dell'uccisione dell'afroamericano Alton Sterling da parte di un agente. Tre agenti sono stati uccisi e altri tre sono stati feriti.

La morte di Sterling e quella di Philando Castile in Minnesota hanno riacceso le tensioni razziali, spingendo in piazza per giorni centinaia di persone e alimentando la folle rabbia del killer di Dallas, Micah Johnson, che con i suoi colpi ha ucciso cinque agenti.

A Baton Rouge la violenza è esplosa di nuovo contro la polizia: il sindaco della città Kip Holden ha descritto l'attacco come una vera e propria "imboscata". All'inizio si pensava che i killer fossero tre, ma poi le autorità hanno fatto sapere che l'uomo, ucciso dal fuoco di risposta degli agenti, ha agito da solo.

È poi stato identificato come Gavin Eugene Long, afroamericano, 29 anni, di Kansas City, in Missouri. Era affiliato ad un gruppo antigovernativo chiamato New Freedom Group. Secondo il racconto di alcuni testimoni era vestito di nero, col volto coperto. E, questo è certo, aveva un fucile d'assalto.

In una dichiarazione diffusa in diretta tv, il presidente Barack Obama ha alcune ore dopo affermato che "attacchi alla polizia sono attacchi a tutti noi". Sottolineando che "niente giustifica la violenza contro le forze dell'ordine", Obama ha quindi garantito che "giustizia sarà fatta" e ha tuonato: "dobbiamo mettere fine a questa violenza senza senso".

L'attacco è avvenuto intorno alle 8.40 del mattino locali, a poco più di un chilometro dalla centrale della polizia. I colpi sparati sarebbero stati almeno 30, e non hanno lasciato scampo ai tre agenti, uno dei quali era nero.

sda-ats

 Tutte le notizie in breve