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"Non abbiamo avuto quel riscontro che avremmo voluto avere" da parte del Consiglio Onu dei diritti umani, mentre le prove di un genocidio contro la minoranza Yazidi ad opera dello Stato Islamico "ci sono tutte".

Così l'ex procuratrice della Confederazione Carla del Ponte, membro della Commissione d'inchiesta dell'Organizzazione delle nazioni unite sulla Siria, ha commentato all'agenzia di stampa italiana ANSA le reazioni dei Paesi del Consiglio Onu dei diritti umani, riunito in sessione a Ginevra, al recentissimo rapporto della Commissione sulla tragedia della comunità degli Yazidi, vittima - afferma il documento - di un genocidio che continua in Iraq e in Siria.

Nel rapporto, la Commissione di inchiesta invita il Consiglio di sicurezza a fare in modo che si possa "procedere penalmente contro gli autori di questo crimine terribile, perché le prove ci sono tutte", ma nei dibattiti odierni del Consiglio Onu sui diritti umani - ha detto del Ponte - "abbiamo sentito solo alcuni Stati parlarne, mentre ci aspettavamo un supporto fortissimo affinché il Consiglio diritti umani intervenga presso il Consiglio di sicurezza affermando che il caso deve essere consegnato alla giustizia, ossia alla Corte permanente".

Ma per ora non è stato così, ha osservato l'ex procuratore capo del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia. Purtroppo, la "giustizia internazionale può lavorare solo se c'è la volontà politica degli Stati. È un limite importantissimo", ha aggiunto.

sda-ats

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