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Lo scandalo dei Panama papers mette in evidenza il ruolo "problematico" delle banche, degli avvocati d'affari e della piazza finanziaria elvetica. Lo afferma, in un comunicato odierno, la Dichiarazione di Berna.

L'organizzazione non governativa sostiene che la Svizzera è il secondo Paese, dopo Hong-Kong, quanto ad attività di intermediazione con lo studio legale panamense Mossack Fonseca, da cui sono "sfuggiti" una massa sterminata di documenti segreti.

I dispositivi di lotta contro il riciclaggio, ricorda l'organizzazione, obbliga l'intermediario che accetta denaro da un cliente a verificare che l'operazione affidatagli sia lecita e in caso contrario a comunicare eventuali sospetti all'autorità.

La Dichiarazione di Berna dubita però che siano stati rispettati gli obblighi di diligenza. Nota inoltre che al riguardo il governo svizzero è finora stato silente. Solo la FINMA, l'autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per accertare eventuali irregolarità.

sda-ats

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