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Ci sono anche i familiari di otto fra i più importanti dirigenti del Partito comunista cinese nelle liste dei Panama Papers.

È quanto rivela il Guardian, secondo cui fra coloro che per sfuggire al fisco hanno utilizzato compagnie offshore compaiono il cognato del presidente, Xi Jinping, il genero di Zhang Gaoli, membro del politburo cinese, e la figlia di Li Peng, che guidò la repressione contro i manifestanti di piazza Tiananmen.

Delle nuove rivelazioni scrive anche il New York Times secondo cui rischiano di creare ulteriore grande imbarazzo per le autorità di Pechino, con i vertici del partito Comunista che nell'era Xi hanno fatto della lotta alla corruzione la priorità delle priorità.

Tra i nomi fatti dall'International Consortium of Investigative Journalists c'è anche quello della nuora di Liu Yunshan, il capo della propaganda, che sarebbe stata azionista e direttrice di una società registrata nelle Isole Vergini.

La "nobiltà rossa" cinese è coinvolta nello scandalo dei Panama Papers, e le loro influenze "vanno ben oltre la politica", scrive il britannico The Guardian. Di questa 'nobiltà rossa' fa parte il genero del presidente cinese, Deng Jiagui, che risulta come azionista di due società create alle British Virgin Islands nel settembre 2009, Wealth Ming International e Best Effect Enterprises, che però dopo 18 mesi sono state chiuse.

In precedenza era stata rivelata la sua partecipazione in una terza, la Excellence Effort Property Development. Gli altri suoi soci erano due tycoon cinesi del settore immobiliare. Deng ha accresciuto le sue fortune in modo esponenziale dopo aver sposato la sorella di Xi: nel 2012 la coppia aveva investimenti per oltre due miliardi di dollari, in particolare nel settore minerario. Negli elenchi compare la potente Li Xiaolin, la figlia dell'ex premier cinese Li Peng, capo del governo ai tempi delle proteste di piazza Tienanmen nel 1989.

sda-ats

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