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Panama Papers: Sz, ecco il manifesto dell'informatore segreto (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA EFE/ALEJANDRO BOLIVAR

(sda-ats)

Lo si può definire "il manifesto di John Doe", dal nome che si è dato l'informatore che ha passato i Panama Papers alla Süddeutsche Zeitung (Sz).

Documenti e atti dell'ufficio legale Mossack Fonseca, perché venissero diffusi in tutto il mondo, scoperchiando il mondo sommerso delle società di comodo e dei paradisi fiscali.

Ora l'informatore si rifà vivo e consegna al quotidiano di Monaco un documento, pubblicato sul numero di domani e anticipato sul sito on line, nel quale spiega i motivi del suo gesto. "Mi sono deciso di mettere lo studio Mossack Fonseca di fronte al giudizio dell'opinione pubblica, perché penso che i fondatori, gli impiegati e i clienti debbano essere portati in tribunale per il ruolo in questo crimine", denuncia "John Doe".

L'informatore segreto individua "nella disuguaglianza dei redditi e nella crescita del divario fra ricchi e poveri le questioni centrali dei nostri tempi" e si chiede come mai politici, economisti e attivisti siano impotenti nel fermare questi sviluppi, nonostante dibattiti, analisi e proteste.

"Con i Panama Papers la risposta è diventata chiara - scrive ancora "John Doe" - c'è una corruzione estesa e quotidiana". La fonte segreta prosegue, descrivendo il mondo delle società di comodo. Sono sempre state considerate uno strumento per l'evasione fiscale, "ma anche se per definizione non sono illegali, servono a commettere una vasta gamma di crimini peggiori dell'evasione".

La Süddeutsche, che pubblica quello che chiama "il manifesto di John Doe", avverte in una nota introduttiva che il contenuto politico dell'appello non ha avuto alcuna influenza nella decisione del quotidiano di pubblicare documenti segreti, arrivati dalla fonte dopo il primo contatto avvenuto più di un anno fa e verificati per lungo tempo dal lavoro svolto con il Consorzio di giornalismo investigativo Icij.

sda-ats

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