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Nella banlieue nordest di Parigi, la comunità cinese è in agitazione. Si sente nel mirino della criminalità locale, bersaglio costante di rapine che si fanno sempre più violente. E chiede aiuto alle autorità, da cui dice di non sentirsi presa in considerazione.

"Non abbiamo l'abitudine di esprimerci pubblicamente. Soprattutto noi, gli anziani delle prime generazioni - spiega a Liberation un rappresentante, che preferisce non dare il suo vero nome - Ma ora è necessario, è un problema che dura da tempo e non smetterà così". Il senso di insicurezza aumenta, stimolato da rapine che si fanno sempre più frequenti e violente. Secondo le cifre della prefettura, ci sono stati 105 "furti con violenza" a danni di cinesi nei primi sette mesi dell'anno, contro 35 per lo stesso periodo del 2015.

Così, dopo settimane di messaggi su media e social network, diverse associazioni legate alla comunità, che si concentra per la maggior parte nella cittadina di Aubervilliers, hanno indetto una manifestazione a Parigi, domenica 4 settembre, per chiedere più sorveglianza, più presenza delle forze dell'ordine, più attenzione. E un lavoro che sia anche sociale, sull'integrazione e su alcuni stereotipi che mettono i cinesi nel mirino, come quello secondo cui sarebbero tutti benestanti e si sposterebbero sempre con molto denaro addosso.

"Su basi di razzismo, si dice che i cinesi sono sempre pieni di contanti. - spiega a Le Monde Rui Wang, presidente dell'associazione dei giovani cinesi di Francia - Ma per la maggior parte sono molto poveri. I cinesi che riescono a fare fortuna non vivono ad Aubervilliers". Inoltre, sottolinea un altro responsabile dell'associazione a Liberation, i criminali sanno che spesso i cinesi esitano a rivolgersi alla polizia, o hanno problemi a spiegare cosa sia loro successo perché non parlano bene francese. "Si dicono che non rischiano niente ad aggredire un asiatico - spiega - perché tanto non farà denuncia".

A quest'insicurezza, per i cinesi della banlieue parigina si aggiungono prospettive di lavoro sempre più incerte, in una fase difficile per l'import export dopo i grandi successi dei decenni scorsi. Tanto che sono sempre più numerosi gli emigrati che sconsigliano ai loro parenti e amici in Cina di tentare la fortuna in Francia.

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SDA-ATS