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L'esposizione ai pesticidi neonicotinoidi usati nei campi britannici di colza è collegata a un consistente declino a lungo termine delle popolazioni di api selvatiche.

KEYSTONE/EPA DPA/PATRICK PLEUL

(sda-ats)

L'esposizione ai pesticidi neonicotinoidi usati nei campi britannici di colza è collegata a un consistente declino a lungo termine delle popolazioni di api selvatiche.

A ribadire la pericolosità di questi pesticidi per le api è un nuovo studio pubblicato su Nature Communications, guidato dal Centre for Ecology and Hydrology.

Il team di ricerca ha esaminato le variazioni nelle popolazioni di 62 specie di api selvatiche in aree di coltivazione della colza per 17 anni - tra il 1994 e il 2011 - nel periodo in cui è stato introdotto su vasta scala commerciale l'utilizzo dei neonicotinoidi.

Gli scienziati hanno così osservato che il declino delle api è stato in media tre volte più forte tra le specie che si nutrivano regolarmente nei campi di colza rispetto a quelle che invece prendevano il nettare da più specie floreali. La colza si configura così il principale mezzo di esposizione ai pesticidi per le api selvatiche.

Con i neonicotinoidi si trattano i semi prima ancora di essere piantati. Il composto attivo però, affermano gli scienziati, passa nelle piante durante la crescita e può essere ingerito dagli impollinatori.

I ricercatori hanno spiegato al Guardian che il declino medio delle popolazioni delle 62 specie è stato del 7%, ma fra 34 specie che si nutrono solo del nettare dei fiori di colza il declino ha raggiunto il 10%. Per cinque delle specie studiate la diminuzione ha superato il 20% e per quelle più colpite è il declino è stato del 30%.

I nuovi dati si aggiungeranno al corpo di prove al vaglio dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare per il riesame dei rischi che i neonicotinoidi rappresentano per le api, che dovrebbe essere completato entro gennaio 2017.

sda-ats

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