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La Banca cantonale di Zurigo ha abbassto le previsioni del PIL dopo Brexit

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

Il "divorzio" britannico dall'Unione europea avrà ripercussioni sull'economia elvetica. Ne è convinta la Banca cantonale di Zurigo (ZKB) che ha abbassato le previsioni per l'anno corrente del Pil dall'1,2% all'1,1%.

Il rallentamento congiunturale sulla scia della "Brexit" dovrebbe proseguire anche l'anno prossimo, secondo la maggiore banca cantonale svizzera: invece dell'1,1% stimato in precedenza, ora gli esperti pronosticano un +0,9%.

Le moderate previsioni di crescita vengono giustificate dall'istituto soprattutto con l'apprezzamento del franco. Appena noti i risultati del referendum britannico, venerdì mattina scorso, la moneta nazionale si è apprezzata sull'euro; il franco rimane ancora per molti investitori la moneta rifugio per eccellenza.

Un franco forte rappresenta una palla al piede per l'industria di esportazione elvetica. Ciò spiega anche gli interventi della Banca nazionale svizzera sul mercato dei cambi.

Nonostante queste azioni "tampone", la ZKB stima un ulteriore apprezzamento del franco dopo la "Brexit": il cambio dovrebbe attestarsi a 1,07 franchi per un euro. Prima del voto, la banca prevedeva ancora un rapporto 1:1,10 franchi.

L'ulteriore rincaro del franco dovrebbe presto ripercuotersi sull'economia, secondo gli esperti. A questo effetto monetario si dovrebbe aggiungere verso la fine dell'anno anche un indebolimento della domanda da parte dei mercati europei.

La ZKB è il primo istituto che ha abbassato le previsioni del Pil dopo la consultazione degli elettori britannici. A ruota potrebbe seguire il KOF del Politecnico federale di Zurigo. Venerdì scorso, il direttore del centro di ricerca congiunturale, Jan-Egbert Sturm, ha dichiarato che una simile decisione avrebbe costretto l'istituto a rivedere le proprie prospettive.

Diverso invece l'atteggiamento di UBS: la grande banca non intravvede per il momento alcun motivo per modificare le proprie previsioni.

sda-ats

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