BERNA - In Svizzera il plurilinguismo funziona bene, ma il potenziale linguistico presente nel Paese potrebbe essere sfruttato meglio. È la conclusione a cui giunge un programma di ricerca del Fondo nazionale svizzero (FNS).
Circa 200 ricercatori hanno lavorato dal 2005 ad oggi al programma "Diversità delle lingue e competenze linguistiche in Svizzera" (PNR 56). Tramite 26 progetti hanno analizzato i presupposti per il mantenimento, la promozione e l'utilizzo del multilinguismo. Lo studio giunge alla conclusione che la coabitazione delle diverse lingue nel Paese è buona: gruppi come squadre di calcio o unità militari, i cui membri parlano diversi idiomi, gestiscono la comunicazione in modo flessibile e pragmatico. La stessa cosa accade anche in ambito aziendale.
Le migrazioni e il crescente intreccio internazionale pongono tuttavia, secondo gli studiosi, economia e amministrazione di fronte a nuove sfide. In Svizzera ormai non si parlano più solo le quattro lingue nazionali, ma anche spagnolo, albanese, inglese, portoghese, turco e altro ancora. Le differenze linguistiche potrebbero essere sfruttate meglio, con un guadagno culturale, intellettuale ed anche economico, sostiene Walter Haas - presidente del gruppo direttivo del PNR 56 - in un comunicato odierno del FNS.

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