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Jaroslaw Kaczynski

KEYSTONE/AP/CZAREK SOKOLOWSKI

(sda-ats)

La procedura dell'Ue contro la Polonia "si sviluppa completamente al di fuori dei trattati Ue" e "non è altro che un allegro lavoro per il piacere della Commissione e dei suoi funzionari".

Lo ha detto il capo del partito di governo polacco Pis (Diritto e Giustizia), Jaroslaw Kaczynski, in un'intervista alla Bild.

Anche i giudici consulenti del Consiglio Ue la vedono allo stesso modo, ha aggiunto Kaczynski, il quale, dopo aver assicurato che la Polonia continua a discutere con la Commissione, ha messo in chiaro: "La Polonia è uno Stato sovrano e vuole gli stessi diritti degli altri Paesi Ue, non più ma neanche meno".

Kaczynski ha poi sottolineato i valori comuni del suo Paese con l'Europa negando derive autoritarie e ha detto che "i polacchi sono e restano convinti europeisti" ma che al momento l'euro non sarebbe utile all'economia di Varsavia. Anche sull'ipotesi di accogliere profughi siriani, Kaczynski ha sbarrato ogni strada.

Ha quindi escluso l'ipotesi di un referendum tipo Brexit ("Non avrebbe alcun senso"), aggiungendo che però quel referendum "non è stato un incidente della storia, e ci ha insegnato dove sono i veri problemi dell'Europa": meno centralismo, meno burocrazia.

"I trattati Ue parlano chiaramente di un'unione di Stati nazionali - ha concluso il leader del Pis - uno Stato unico d'Europa non lo si ritrova da nessuna parte nei trattati".

sda-ats

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