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Premi malattia: reazioni, dure critiche da PS e consumatori (foto d'archivio)

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Ha suscitato com'era da aspettarsi reazioni contrastanti l'annuncio degli aumenti dei premi malattia per il 2017. A sinistra si denuncia la logica del profitto che ha investito il settore sanitario. Da più fronti si critica il sistema di finanziamento.

Da parte loro, le casse malattia, e in parte medici e ospedali, giustificano gli aumenti sostenendo che riflettono l'andamento dei costi sanitari.

PARTITO SOCIALISTA E UNIONE SINDACALE - Per il PS svizzero l'annunciato nuovo aumento dei premi malattia è un "pesante tributo alla liberalizzazione e alla corsa al profitto nel settore sanitario" a carico della popolazione. Solo i poteri pubblici - sostiene il PS - possono controllare l'offerta e i costi, facendo del settore sanitario un servizio pubblico. Lasciare tutto nelle mani dei privati - aggiunge - non può che peggiorare la situazione.

A breve termine il PS esige una riforma dei sussidi per attutire l'onere dei premi, affinché nessuna economia domestica debba pagare per essi più del 10% del suo budget. Una proposta sostenuta anche dall'Unione sindacale svizzera. L'USS esige che "un obiettivo sociale applicabile e obbligatorio sia instaurato in tutta la Svizzera". Esso deve "fissare che i premi malattia rappresentino al massimo il 10% del reddito netto".

Simile rivendicazione è già stata bocciata il 14 settembre con 31 voti contro 13 dal Consiglio degli Stati. Il PS comunque non si scoraggia: iniziative popolari in tal senso sono state lanciate in diversi cantoni (Argovia, Basilea Città, Berna, San Gallo, Vaud) e altre "seguiranno prossimamente". Il gruppo socialista depositerà inoltre in questa sessione una serie di proposte per contenere i costi sanitari.

ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI E DEI PAZIENTI - La Fondazione per la protezione dei consumatori (SKS) svizzerotedesca definisce l'aumento un fallimento che include politica, Amministrazione e fornitori di prestazioni, i quali insieme a suo avviso impediscono misure efficaci per ridurre i costi. Le regole dell'UFSP consentono ricorsi dell'industria farmaceutica e bloccano così le correzioni di prezzo, il che causa attualmente costi supplementari di 900 milioni di franchi all'anno, afferma la SKS, denunciando questi "sussidi nascosti" alle case farmaceutiche di cui i due terzi finiscono all'estero. Per la SKS è inoltre chiaro da anni che il sistema tariffario TARMED, che genera un fatturato annuale di 11 miliardi di franchi, "non è più conforme ai tempi".

Anche Margrit Kessler dell'Organizzazione svizzera dei pazienti (Osp) vede nella struttura tariffaria il motivo principale dell'aumento dei premi. "Il grosso problema è il dislocamento dal trattamento 'stazionario' a quello ambulatoriale", ha dichiarato all'ats: i Cantoni partecipano ai costi del primo settore nella misura del 55%, nel secondo tutto l'onere va a carico delle casse malattia. Così succede per esempio che farmaci cari vengano prescritti solo dopo l'uscita dall'ospedale. Margrit Kessler vorrebbe che i Cantoni fossero chiamati alla cassa anche per le cure ambulatoriali.

SANTÉSUISSE E CURAFUTURA - Per le due associazioni degli assicuratori malattia tutto è chiaro: più l'offerta di ospedali e medici è ampia, più le spese sono elevate, come mostrano le differenze tra i vari cantoni. Entrambe chiedono dunque correttivi in particolare nel finanziamento di tutte le prestazioni mediche.

Anche la struttura tariffaria TARMED va rivista urgentemente, ma la riforma deve essere neutra in termini di costi, chiede Curafutura, che vuole anche regole più rigide per la revisione del prezzo dei medicinali, con un diritto di ricorso degli assicuratori malattia riguardo ai prezzi fissati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Infine per quanto concerne i medici, le due associazioni raccomandano un sistema di ammissione secondo criteri qualitativi, il cui rispetto è controllato dai cantoni.

MEDICI E OSPEDALI - Anche la Federazione dei medici svizzeri FMH ha riconosciuto il problema del finanziamento ed esige un sistema unitario. Essa denuncia inoltre i sempre maggiori compiti amministrativi assegnati ai medici e che i pazienti devono poi pagare. La FMH rileva comunque che una parte degli aumenti sono dovuti all'invecchiamento della popolazione e alle sempre maggiori possibilità offerte dalla medicina. Un fattore sottolineato anche dall'associazione degli ospedali H+ che sottolinea d'altro canto che i trattamenti ambulatoriali consentono una riduzione dei costi.

DIRETTORI CANTONALI DELLA SANITÀ - La Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) si dice scettica in merito alle rivendicazioni che riguardano il sistema di finanziamento. A suo avviso questo "non cambia fondamentalmente nulla ai costi risultanti", afferma il suo segretario supplente Stefan Leutwyler interpellato dall'ats.

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SDA-ATS