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Previdenza 2020: attese in serata proposte Conferenza conciliazione (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/CHRISTOF SCHUERPF

(sda-ats)

È iniziata alle 17.30 la Conferenza di conciliazione tra le Commissioni della sicurezza sociale e della sanità delle due Camere in merito alla riforma Previdenza per la vecchiaia 2020.

Le sue proposte saranno illustrate ai giornalisti accreditati a Palazzo federale non prima delle 20.00. Non è però escluso un rinvio a domani.

Due sono le divergenze che ancora rimangono tra Consiglio Nazionale e Consiglio degli Stati: come compensare il previsto abbassamento del tasso di conversione - che serve a calcolare le rendite pensionistiche - dal 6,8% al 6% e di quanto aumentare l'Imposta sul valore aggiunto (IVA). L'incremento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni è invece già stato approvato nelle scorse sedute.

Finora UDC, PLR e PVL, che alla Camera del popolo hanno la maggioranza, hanno sempre voluto compensare la riduzione del tasso di conversione principalmente nel Secondo Pilastro. La soluzione per il Nazionale risiede nell'aumento dei prelievi salariali, tramite una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia e la completa soppressione della deduzione di coordinamento. Questa soluzione prevede anche un aumento ridotto dell'IVA (di 0,6 punti).

Il Consiglio degli Stati, dove PPD e PS sono maggioritari, vorrebbe invece agire nell'ambito del Primo Pilastro, con un supplemento di 70 franchi sulla rendita AVS e l'aumento del tetto massimo per i coniugi dal 150% al 155%. I "senatori" vorrebbero anche un aumento dell'IVA di un punto percentuale.

Secondo diversi osservatori della vita politica federale, è probabile che la Conferenza di conciliazione scelga una variante simile a quella fin qui difesa dagli Stati, ossia la compensazione dell'abbassamento del tasso di conversione con un supplemento AVS. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale è composta da 5 esponenti dell'UDC, 3 del PS, 2 del PPD, 2 del PLR e un Verde. Quella degli Stati da 4 rappresentanti del PPD, 4 del PS, 3 del PLR e 2 dell'UDC. Insieme, popolari democratici e schieramento rosso-verde dispongono quindi della maggioranza (14 contro 12).

Le soluzioni che usciranno questa sera dalla Conferenza di conciliazione saranno sottoposte giovedì al voto separatamente nelle due Camere. Se la proposta comprenderà un aumento delle rendite AVS, ci sarà un ulteriore scoglio da superare: la votazione sul freno alle spese che per essere superata necessita della maggioranza qualificata, ossia, al Nazionale, di 101 voti. Voti che non saranno facili da ottenere.

Per far sì che tale soluzione venga accettata dal Nazionale, il PPD e la sinistra necessitano del consenso di una decina di consiglieri nazionali che hanno finora votato l'altra variante (ossia UDC, PLR e PVL). Tali voti potrebbero venire dai Verdi liberali e dalla lobby contadina. Lunedì, il direttore dell'Unione svizzera dei contadini (USC), il consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR), si è del resto astenuto.

Se il Parlamento approverà la riforma delle pensioni, l'ultima parola, come sempre in caso di modifiche costituzionali, spetterà al popolo. La votazione dovrebbe tenersi il prossimo 24 settembre.

SDA-ATS