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Impronte di orso (archivio)

KEYSTONE/AMT FUER JAGD UND FISCHEREI GR

(sda-ats)

Gestire il ritorno dell'orso nel rispetto della popolazione: ne hanno discusso oggi esperti internazionali, guardacaccia svizzeri e ambientalisti nel quadro del simposio sull'orso a Landquart (GR) per iniziativa di Pro Natura e WWF Svizzera.

Almeno undici orsi si sono aggirati in Svizzera dal 2005. Alcuni hanno suscitato grande scalpore, altri sono rimasti quasi inosservati. È comunque certo che altri orsi valicheranno i confini svizzeri, affermano in un comunicato congiunto le due associazioni.

L'obiettivo del simposio è stato di favorire una discussione oggettiva sulle soluzioni già collaudate per gestire l'animale. Ai lavori ha partecipato Claudio Groff del Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento, dove vivono circa 50 orsi, e che ha un'esperienza pluriennale.

"Non vi sono dubbi - ha dichiarato - gli orsi e gli esseri umani possono convivere nelle Alpi. Sono però decisive l'informazione alla popolazione, la soluzione dei conflitti e la disponibilità ad accettare qualche costo e qualche scomodità".

Dal simposio è emerso con chiarezza che il ritorno dell'orso richiede adattamenti sociali. I punti decisivi per una convivenza sono la protezione di greggi e arnie, una gestione coerente dei rifiuti e la tenuta a distanza degli animali dagli insediamenti.

sda-ats

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