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La Protezione svizzera degli animali (PSA) chiede il divieto di importare foie gras e di gettare gli astici vivi in acqua bollente.

KEYSTONE/AP/ERIC RISBERG

(sda-ats)

La Protezione svizzera degli animali (PSA) chiede il divieto di importare foie gras e di gettare gli astici vivi in acqua bollente. In uno studio presentato oggi a Zurigo, l'associazione denuncia anche l'irrilevanza della sofferenza animale per la gastronomia.

Ogni anno 300 tonnellate di foie gras (fegato di anatra o di oca fatta ingrassare tramite alimentazione forzata), 200 tonnellate di astici vivi, 90 tonnellate di cosce di rana e 450'000 di questi anfibi vivi sono importati in Svizzera, ha indicato oggi la PSA in una conferenza stampa a Zurigo. Questi animali hanno "un'esistenza miserabile e muoiono in condizioni crudeli", si legge nel documento redatto dall'organizzazione.

Ad esempio gli astici "soffrono il martirio per un mese affinché possano essere proposti ben freschi". Dopo la cattura, "vegetano con le pinze legate, ammucchiati, costantemente privati di ossigeno in compartimenti di stoccaggio" in America settentrionale. Sono poi inviati in Europa dove vengono generalmente uccisi immergendoli in acqua bollente.

Nell'ambito dello studio, la PSA ha indagato sulle pratiche di dettaglianti, negozi specializzati e cuochi di prestigio citati anche dalle guide Michelin e Gault Millau. Mentre il commercio al dettaglio è disposto a informare ed è "cosciente del problema, la grande cucina si barrica nel silenzio", deplora la PSA. Solo due chef stellati contattati hanno accettato di partecipare all'inchiesta.

Per ridurre la sofferenza animale, la PSA esige il divieto di importazione di foie gras, l'obbligo di stordimento degli astici e la proibizione di immergere questi crostacei nell'acqua bollente.

L'organizzazione sostiene le mozioni depositate in Consiglio nazionale da Maya Graf (Verdi/BL), per vietare l'importazione di astici vivi a scopo alimentare, e di Mathias Aebischer (PS/BE), per proibire l'importazione di prodotti provenienti da animali che hanno subito maltrattamenti.

La PSA appoggia pure l'iniziativa popolare "Per derrate alimentari sane, prodotte nel rispetto dell'ambiente e in modo equo (Iniziativa per alimenti equi)" dei Verdi. L'organizzazione esige pure, per tutti i prodotti a base animale, un obbligo di dichiarazione concernente le condizioni di allevamento.

sda-ats

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