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Boris Johnson, ministro degli esteri britannico.

KEYSTONE/AP POOL afp/JUSTIN TALLIS

(sda-ats)

Di solito sono le sue dichiarazioni incaute a scatenare le critiche ma in questo caso si tratta di parole scritte nero su bianco. Boris Johnson è così finito al centro di una nuova polemica per un suo articolo redatto lo scorso febbraio.

Nel pezzo, che data di pochi giorni prima la sua discesa in campo per la campagna pro Brexit, di cui poi è diventato il leader non ufficiale, Johnson si dichiarava un fiero sostenitore della permanenza britannica in Europa.

Se ne conosceva l'esistenza, rivelata dallo stesso ministro degli Esteri, ma non il contenuto, che invece è stato reso noto oggi dal Sunday Times.

Non si sa se si sia trattato di un tiro mancino del domenicale di Rupert Murdoch all'istrionico ex sindaco di Londra o anche al giornale rivale Daily Telegraph, dove era ospitata la rubrica di Johnson nella quale doveva finire il suo 'endorsement' a una della due campagne in vista del referendum del 23 giugno. Secondo il Sunday Times, Johnson prima scrisse un articolo a favore della Brexit, poi quello in questione contro l'uscita del Regno Unito dalla Ue per "chiarire i suoi pensieri" e alla fine ne scrisse un terzo pro Brexit che venne pubblicato sul Telegraph. Dopo tutto quello che il capo del Foreign Office ha dichiarato e continua a dichiarare contro Bruxelles è piuttosto imbarazzante leggere un suo scritto (anche se mai dato alle stampe) in cui afferma che la permanenza nell'Ue è una "manna per il mondo e per l'Europa" e mette in guardia su una Brexit che può provocare nel Paese uno shock economico, portare all'indipendenza della Scozia e far scattare l'aggressione della Russia.

Sulla reale adesione agli ideali euroscettici da parte di Johnson c'erano stati molto dubbi e la pubblicazione dell'articolo ha dato modo ad alcuni suoi critici di scatenarsi. "Ha messo il suo calcolo politico prima dell'interesse del Paese", ha tuonato la leader scozzese Nicola Sturgeon. "Non mi sorprende affatto quello che è emerso", ha detto ancora a Sky News la premier, che in questi giorni ha avviato l'iter per un secondo voto popolare sull'indipendenza della Scozia dal Regno Unito, per evitare eventuali effetti negativi della Brexit e in primo luogo dell'uscita della Gran Bretagna dal mercato unico europeo.

'BoJo' dal canto suo ha cercato di difendersi definendo l'articolo sotto accusa come una "semi-parodia". Una sorta di esercizio intellettuale insomma, fatto per valutare anche le ragioni dell'altra parte. E una volta confrontate è emerso in modo "del tutto chiaro" quale campagna sostenere. L'importante è che il ministro non finisca col diventare una parodia di se stesso.

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SDA-ATS