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Il comitato promotore del referendum contro la Legge sulla sorveglianza delle telecomunicazioni (LSCPT) ha fatto sapere oggi di aver racimolato le sottoscrizioni necessarie.

Solo venti giorni fa l'allora presidente della Gioventù socialista (GISO), Fabian Molina, aveva annunciato prematuramente il suo fallimento poiché, a suo avviso, i giovani dei partiti borghesi non avevano raccolto le firme dovute.

Finora abbiamo 55'000 firme ed entro la scadenza del 7 luglio ne arriveranno altre, ha detto Hernani Marques di Chaos Computer Club, che contribuisce al referendum, confermando un'informazione apparsa sul portale online del Blick.

Il 6 giugno scorso le sottoscrizioni raccolte erano solo 25'000 e le affermazioni di Molina, apparse su blick.ch il giorno successivo, avevano causato sgomento e suscitato critiche tra i giovani liberali radicali e i giovani UDC.

Secondo il comitato referendario, la LSCPT è sproporzionata ed inutile, e lede la sfera privata delle persone. Lo scorso 18 marzo le Camere hanno approvato le nuove norme, che secondo i promotori violano il diritto alla libertà di tutti i cittadini. Perciò le sezioni giovanili di PS, Verdi liberali, PLR e UDC, oltre che il Partito pirata e organizzazioni come Swico e Diritti fondamentali, hanno deciso di lanciare il referendum.

sda-ats

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