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Beat Jans (PS/BS) al Nazionale interviene contro la riforma della fiscalità delle imprese

Keystone/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Il referendum contro la Riforma III dell'imposizione delle imprese (RI imprese III) sarebbe riuscito. Il comitato all'origine della raccolta firme - composto da PS, Verdi, sindacati e altre organizzazioni - ha inoltrato oggi alla Cancelleria federale 56 mila firme.

Si tratta di firme convalidate dai Comuni (ne bastavano 50 mila), sulle 75 mila raccolte. Il popolo potrebbe essere chiamato ad esprimersi già il 12 febbraio 2017.

Secondo il consigliere nazionale Beat Jans (PS/BS), presente per l'occasione sulla terrazza di Palazzo federale, la RI imprese III è troppo cara: solo per la Confederazione sono state stimate perdite fiscali per 1,3 miliardi di franchi.

Ripercussioni negative altrettanto importanti sono previste per Cantoni e Comuni, anche se finora nessuno osa avanzare cifre. "A pagarne lo scotto sarà il ceto medio, che vedrà aumentare tasse e imposte, e ridurre le prestazioni sociali, come i sussidi per l'assicurazione malattia", ha dichiarato Jans.

Alcune novità introdotte dalla riforma, come la possibilità di dedurre gli interessi nozionali, cioè un un interesse fittizio su investimenti in capitale proprio, sono inoltre assai contestate a livello internazionale e rischiano di essere dichiarate fuori legge dall'Ue, obbligando così la Svizzera a fare marcia indietro.

Stando a Vania Alleva, presidente del sindacato Unia, la RI imprese III prevede eccessivi regali fiscali alle aziende e agli azionisti, regali che peseranno sui bilanci delle famiglie, con decurtazioni ai servizi, come gli asili nido. Insomma, la riforma promossa con l'intento di eliminare alcuni privilegi fiscali per la holding invisi all'Ue ne ha creati di nuovi a scapito dei lavoratori, ha spiegato la sindacalista. La riforma non farà inoltre che esacerbare la concorrenza fiscale - al ribasso - tra i Cantoni

Per i promotori del referendum, un no a questa riforma darà la possibilità di riesaminare questo dossier, facendo in modo che esso sia più equilibrato, ossia finanziabile, del progetto uscito dalle Camere federali.

1 mld perdite per Confederazione

La Riforma III dell'imposizione delle imprese (RI imprese III), resasi necessaria in vista dell'abolizione a livello cantonale di statuti fiscali privilegiati invisi all'Ue, dovrebbe causare perdite fiscali per la Confederazione pari a 1,32 miliardi di franchi. Per Cantoni e Comuni le stime sono incerte.

Questa somma comprende 920 milioni versati ai Cantoni dovuti alla retrocessione di una quota maggiore di Imposta federale diretta, 180 milioni quale compensazione prevista dalla perequazione finanziaria e 220 milioni causati dalla deduzione degli interessi nozionali, cioè un un interesse fittizio su investimenti in capitale proprio.

L'Amministrazione federale delle finanze non avanza cifre in merito alle perdite fiscali per Cantoni e Comuni. Quale effetto dell'abolizione di alcuni statuti fiscali, i Cantoni si apprestano a tagliare l'aliquota d'imposizione sugli utili generati dalle imprese.

Stando alle cifre avanzate dal quotidiano ginevrino "Le Temps" in edicola oggi, con un'aliquota media del 16% le perdite globali dovrebbero attestarsi attorno ai 2 miliardi. Secondo il capogruppo PS alle Camere federali, Roger Nordmann, i mancati introiti potrebbero essere anche più elevati, fino a toccare i 2,7 miliardi. Va detto che tali cifre erano già state evocate nel corso dei dibattiti parlamentari sulla riforma.

Per i Cantoni molto dipenderà anche da quanto faranno le società con statuto fiscale privilegiato, ossia se decideranno di rimanere o andarsene dalla Svizzera.

L'amministrazione federale non avanza cifre per Cantoni e Comuni memore delle stime al ribasso diffuse prima della votazione sulla Riforma II delle imprese, costata molto di più alle collettività pubbliche di quanto previsto.

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SDA-ATS