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Il CEO DI Renault Carlos Ghosn.

KEYSTONE/AP/NG HAN GUAN

(sda-ats)

L'assemblea degli azionisti del gruppo Renault ha a sorpresa votato contro la risoluzione sulla remunerazione dell'amministratore delegato, Carlos Ghosn, con una maggioranza del 54%.

Sull'esito ha pesato notevolmente la decisione dello Stato (azionista al 20%) di votare no, come già fatto il mese scorso per la remunerazione dell'altro top manager dell'auto, il Ceo di Psa Peugeot Citroen Carlos Tavares.

Il voto ha solo valore consultivo, quindi non vincolante, ma l'azienda ha comunque deciso di convocare un consiglio d'amministrazione "al più presto" per trarre le conseguenze e discuterne il "significato".

Per l'esercizio 2016, a Ghosn è stata attribuita una remunerazione da 7,25 milioni di euro, sostanzialmente invariata rispetto al 2014 ma molto superiore al 2013, grazie in particolare a oltre 4 milioni di euro di premio per le performance pagato in azioni.

A questo si aggiunge il suo stipendio da amministratore delegato di Nissan, che nel 2014 era stato di oltre 8 milioni di euro. Il sistema del 'say on pay', ovvero del voto degli azionisti sulle remunerazioni dei top manager, è arrivato nelle assemblee francesi nel 2014, dopo che una serie di polemiche aveva spinto il Medef, l'associazione degli industriali francese, a introdurla nel proprio codice per la governance d'impresa.

Trattandosi di una regola 'soft', ovvero non iscritta nella legge, le imprese non sono obbligate ad osservarla, ma gran parte dei grandi gruppi del Cac 40 hanno scelto di farlo.

sda-ats

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