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Il tema della resistenza agli antibiotici è per la prima volta nell'agenda dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in corso a New York, e verrà trattato come una vera e propria emergenza di salute globale, così come Ebola, Zika e Hiv.

Per l'occasione, dai Direttori Generali della Fao, dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale, Jose Graziano da Silva, Margaret Chan e Monique Eloit, arriva un appello a "non lasciare che questa riunione resti un momento di promesse non accompagnata da altrettante azioni decisive".

Diversamente da Hiv, Zika e Ebola, "siamo nel bel mezzo di un diverso tipo di emergenza per la salute pubblica, altrettanto drammatica, ma non così visibile", scrivono su un articolo pubblicato sull'Huffington Post e ripreso oggi sul portale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).

La resistenza agli antibiotici non causa molto allarme sociale "eppure rischia di essere più letale del cancro, di uccidere 10 milioni di persone all'anno e di costare all'economia mondiale fino a 100 trilioni di dollari l'anno".

Spesso, infatti, gli antibiotici sono utilizzati in modo inappropriato per curare malattie di origine virale o addirittura "per favorire la crescita animale o la loro produttività". Questo ha reso i batteri resistenti agli antibiotici disponibili, mentre da almeno 30 anni non se ne sviluppano di nuovi.

Il tema, "è un'emergenza sanitaria globale che deve essere fermata ora", concludono i tre direttori, specificando che "il vero cambiamento richiede politiche pubbliche efficaci, interventi legislativi, collaborazione multisettoriale e sviluppo di nuovi medicinali".

sda-ats

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