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Il candidato repubblicano Donald Trump

KEYSTONE/AP/MANUEL BALCE CENETA

(sda-ats)

La stella di Donald Trump sulla Walk of Fame va rimossa. A chiederlo una petizione online che ha già raccolto 40.000 firme.

Ma la richiesta sembra destinata a cadere nel vuoto: dopo aver rifiutato di rimuovere quella di Bill Cosby, alle prese con uno scandalo per le accuse di stupro, la Camera di Commercio di Hollywood ha già detto che la stella di Trump non si tocca.

Intanto il tycoon incontra i motociclisti del Rolling Thunder al Lincoln Memorial di Washington. Un'occasione per attaccare la stampa "bugiarda" e gli ispanici e per lodare i caduti in guerra e i veterani, "trattati peggio" degli immigrati illegali. Ma anche per attaccare Hillary Clinton: "Non possiamo averla come presidente, dobbiamo vincere. Non riesce nemmeno a sconfiggere Bernie Sanders, che non è difficile". E Bill Clinton per aver firmato l'accordo commerciale del Nafta, "il peggiore".

Le proteste sulla stella arrivano mentre si profila un altro problema all'orizzonte per il tycoon. Il giudice Gonzalo Curiel ha ordinato nell'ambito dell'azione legale in corso la pubblicazione dei documenti della Trump University, inclusi quelli del marketing della scuola. Alla pubblicazione i legali di Trump si sono già opposti in passato, precisando che i documenti contengono segreti commerciali.

Per Curiel, nel mirino di Trump da tempo, si tratta di una presa di posizione dura che lo espone a ulteriori critiche da parte del tycoon, che ha usato in modo dispregiativo nei suoi confronti il termine "messicano". Trump si è ripetutamente scagliato contro Curiel, con gli stessi toni duri usati contro gli ispanici, tanto da essere paragonato da più parti a Benito Mussolini, come ricorda il New York Times mettendo in evidenza come l'ascesa di Trump abbia alimentato il dibattito sul "fascismo globale".

Alle prese con molte difficoltà anche Hillary Clinton, che preoccupa il partito democratico. La gestione della campagna elettorale da parte della candidata democratica suscita dubbi nell'establishment del partito: il timore è che Hillary non abbia ancora idea su come sfidare Donald Trump e sia impegnata a condurre una campagna tradizionale in un contesto non adeguato.

Trump infatti sta riscrivendo le regole della politica e della campagna, costringendo tutti ad adeguarsi. Bernie Sanders sembra averlo fatto meglio di Hillary: il candidato democratico si prepara alla sfida 'finale' della California alzando i toni, prendendo in giro Trump per aver cambiato idea sul loro dibattito e criticando Hillary per lo scandalo delle email. Dopo aver incassato il plauso durante un dibattito spingendo a guardare oltre l'emailgate, Sanders ci ripensa e, senza sbilanciarsi in commenti pesanti, ritiene che alla luce delle recenti dichiarazioni dell'ispettore del Dipartimento di Stato, la sua posizione è cambiata.

sda-ats

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