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Zubin Mehta, qui nella direzione della Vienna Philharmonic Orchestra.

KEYSTONE/AP/RONALD ZAK

(sda-ats)

Lunghi, calorosi applausi e grida di 'bravo!', ieri sera alla Scala per Zubin Mehta a conclusione del concerto con cui il Direttore d'orchestra indiano, 80 anni, ha festeggiato i 55 anni dal debutto nel teatro milanese, avvenuto il 21 giugno del 1962.

All'epoca non c'era la Filarmonica, fondata da Claudio Abbado il 25 gennaio 1982, ma Mehta ha oggi voluto mettere in programma proprio i Sechs Stücke fur Orchester op.6, di Anton Webern che allora fecero gridare allo scandalo per la musica dodecafonica, contestatrice del tardo romanticismo, che il compositore austriaco aveva dedicato al suo maestro Arnold Schoemberg.

Quella di ieri è stata la sera del riscatto per quelle contestazioni del 1962. Al termine dell'esecuzione, prima dell'intervallo, calorosi sono stati gli applausi.

Il concerto è cominciato con la Sinfonia in re maggiore numero 96 di Haydn. Una composizione nota con l'appellativo de 'Il Miracolo' perché si narra che alla prima esecuzione a Londra nel 1790, cadesse un pesante lampadario sulla platea, senza fare vittime perché il pubblico si era stretto attorno al maestro, seduto al cembalo, per festeggiarlo. E si gridò al miracolo. Studi recenti avrebbero però provato che l'episodio sarebbe accaduto al termine di un'altra Sinfonia londinese di Haydn, la numero 102.

Prima della pausa Anton Webern e nella seconda parte la conclusione sulle note romantiche della Sinfonia numero 8 di Franz Shubert, 'La Grande', un appellativo che serviva a distinguere questa sinfonia - presentata da Schubert nel 1828, l'anno della sua morte - dalla 'Piccola', la sesta, composta nel 1817. E sulla musica di Schubert, il pubblico ha applaudito con grande calore e affetto Zubin Mehta e la Filarmonica scaligera.

Concerto che il Maestro replicherà stasera e domani sera, prima di tornare sul podio del Piermarini il 2 febbraio con il Falstaff di Verdi per la regia di Damiano Michieletto e l'11 febbraio con una serata del balletto dedicata a Stravinskij: un dittico composto da 'Le Sacre du Printemps', con la coreografia di Tetley e 'Petruska', coreografia di Fokin.

SDA-ATS