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Il presidente Johann Schneider-Ammann è favorevole al modello Ambühl

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Per il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann, il modello proposto dall'ex segretario di Stato Michael Ambühl è la soluzione migliore per salvare gli accordi bilaterali con l'Unione europea e applicare l'iniziativa contro l'immigrazione di massa.

Secondo il consigliere federale, "una limitazione quantitativa della libera circolazione non è possibile". In un'intervista rilasciata oggi ai domenicali "SonntagsZeitung" e "Le Matin Dimanche", Johann Schneider-Ammann ha difeso il sistema di regolazione dal basso verso l'alto (il cosiddetto modello "bottom-up") che Michael Ambühl, ora professore al Politecnico federale di Zurigo, ha elaborato per il canton Ticino.

Esso prevede misure di salvaguardia del mercato del lavoro adottate al livello più basso possibile, laddove vengono riscontrate difficoltà particolari: in rami economici locali, a livello di regioni oppure in tutta la Svizzera, in funzione del grado di difficoltà.

Questo soluzione "potrebbe costituire una base di discussione accettabile da parte di Bruxelles", aveva già sottolineato il presidente della Confederazione ieri alla trasmissione "Rundschau" della radio svizzerotedesca SRF. L'Unione europea non ha ancora preso interamente conoscenza di questo modello di clausola di salvaguardia, presentato nel marzo scorso a Berna dal canton Ticino.

Schneider-Ammann ha ammesso alla stampa domenicale che "la proposta perfetta" non è ancora stata trovata. Tuttavia quel che è certo, per il consigliere federale, è "l'importanza dei bilaterali". Questi accordi ci consentono di mantenere la "nostra sovranità popolare" avendo "accesso al mercato interno europeo". Il presidente della Confederazione ha rilevato che "una soluzione unilaterale non causerebbe immediatamente delle difficoltà con l'UE", ma occorrre "trovare un compromesso".

Il consigliere federale vuole accelerare i tempi. Nonostante il Brexit, Schneider-Ammann ritiene che occorra farsi sentire subito da parte degli ormai 27 Paesi membri dell'UE. "Prima che Bruxelles vada in vacanza, voglio che un orientamento di base sia definito per i negoziati", ha sottolineato.

Anche i cantoni

Anche i cantoni si oppongono a una clausola di salvaguardia unilaterale per applicare l'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa. A loro avviso, occorre gestire questa clausola a livello delle regioni e dei settori, come proposto dal modello Ambühl, ha dichiarato venerdì all'ats il presidente della Conferenza dei governi cantonali (Cdc) Jean-Michel Cina.

Secondo il consigliere di Stato vallesano, il sistema "bottom-up" è compatibile con l'accordo sulla libera circolazione delle persone. Cina non ha voluto tuttavia fornire maggiori dettagli: "la discussione deve essere condotta tra i cantoni e il Consiglio federale", ha rilevato.

sda-ats

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