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In Serbia alle 7.00 (stessa ora svizzera) si sono aperti i seggi per le elezioni politiche anticipate, che vedono nettamente favorito il Partito del progresso serbo (Sns, conservatore) del premier Aleksandar Vucic.

Si teme tuttavia un forte balzo in avanti dell'ultradestra antieuropeista e filorussa, dopo la recente assoluzione a sorpresa al Tribunale penale dell'Aja (Tpi) di Vojislav Seselj, l'ultranazionalista serbo che era accusato di crimini di guerra in Croazia e Bosnia.

Tutti i sondaggi danno l'Sns largamente in testa con percentuali che oscillano fra il 45% e il 50%. A distanza siderale il Partito socialista (Sps) del ministro degli esteri Ivica Dacic accreditato di un 10%-12%, e terzo il Partito radicale (Srs) di Seselj indicato fra l'8% e il 10% e di cui comunque viene dato per certo il ritorno in parlamento. Altri partiti di una opposizione divisa e frammentata - sia a sinistra che a destra - sono tutti intorno al 5%-6% e lottano per superare lo sbarramento del 5% necessario a entrare in parlamento.

Con le politiche si vota anche per le regionali in Voivodina (nord) e le amministrative in numerosi comuni. Vucic, negli ultimi appelli agli elettori, ha promesso di proseguire e accelerare il cammino europeo della Serbia respingendo ogni tipo di compromesso con le forze estremiste e anti-Ue. Seselj da parte sua ha invitato a fare del voto un referendum per scegliere tra una Ue ostile e contraria a suo avviso agli interessi della Serbia e una sempre più stretta alleanza con la Russia.

I 6,7 milioni di elettori potranno votare fino alle 20 in 8'378 seggi in tutto il Paese. I 106 mila serbi del Kosovo possono votare in 90 seggi allestiti dall'Osce. I candidati al parlamento di 250 seggi sono in tutto 3.270 in rappresentanza di 20 partiti e movimenti.

sda-ats

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