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Un padre di famiglia musulmano di 40 anni è stato condannato oggi da un giudice sangallese ad una pena pecuniaria di 100 aliquote giornaliere di 30 franchi e a 1000 franchi di multa.

Non aveva permesso per anni alle figlie di partecipare a lezioni di nuoto, a una settimana bianca e ad altre attività scolastiche.

L'uomo, originario della Bosnia-Erzegovina, è comparso oggi ad Altstätten (SG) davanti al giudice unico del tribunale distrettuale di Rheintal. Era ricorso contro un'ordinanza penale del dicembre scorso.

Il tribunale riconosce l'accusato colpevole di violazione del dovere di assistenza o educazione, di disobbedienza a una decisione delle autorità e violazione multipla della legge cantonale sulla scuola obbligatoria.

La procuratrice, ritenendo che all'uomo, che vive in Svizzera dal 1990, manchi la volontà d'integrazione e di rispetto della legislazione svizzera, aveva chiesto una pena detentiva di 4 mesi e una multa. Aveva inoltre invitato l'ufficio cantonale delle migrazioni a valutare se all'uomo debba essere ritirato il permesso di soggiorno.

Il padre di famiglia ha spiegato che mandare la figlia maggiore alla settimana bianca non era compatibile con la sua fede. Un'altra figlia non è stata inviata alle lezioni obbligatorie di nuoto della scuola, ma i figli hanno imparato a nuotare privatamente.

La famiglia, che vive dell'aiuto sociale, da anni è in disaccordo con le autorità comunali. Ha inoltre già avuto a che fare con la giustizia. Nel marzo del 2015, un tribunale ha condannato la coppia di genitori per essersi rifiutata di mandare le figlie a scuola fino a quando non fossero autorizzate a portare il velo islamico.

Il Tribunale federale aveva dato ragione ai genitori. In nome della libertà di religione ha autorizzato la maggiore a portare il velo a scuola.

sda-ats

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