Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Un nuovo modello di truffa a danno di anziani sembra prendere piede in Svizzera: dopo i "falsi nipoti" arrivano i "falsi poliziotti".

Uno di loro era riuscito in settembre ad estorcere 130'000 franchi a una 88enne nel canton Zugo, ora è la polizia sciaffusana a segnalare una serie di tentativi simili.

Dall'inizio di ottobre le sono pervenute diverse notifiche, scrive oggi in un comunicato. I finti poliziotti, finora non identificati, si presentano per telefono parlando hochdeutsch e indicando funzioni di servizio e cognomi diversi. Nel corso del colloquio forniscono informazioni apparentemente veritiere relative a inchieste di polizia e dicono di essersi imbattuti in dati riguardanti l'interlocutore nell'ambito di queste ultime. Poi chiedono informazioni su eventuali somme di denaro o altri valori tenuti in casa e forniscono consigli sul comportamento, per conquistarsi la fiducia dell'anziano. Eventualmente affermano anche di sospettare che "una talpa" sia tentando di 'hackerare' il suo conto per trasferire il denaro all'estero.

Scopo dei truffatori è sempre di accordarsi per una rapida consegna di denaro o valori per "metterli al sicuro presso la polizia". Per facilitare il compito dell'interpellato i malviventi offrono anche un servizio di prelievo al domicilio dell'anziano o nelle vicinanze di una banca, scrive la polizia, che fa seguire una serie di consigli per evitare simili raggiri: mostrarsi scettici di fronte a poliziotti che parlano hochdeutsch, in caso di dubbio chiamare il numero della polizia 117, chiedere al presunto agente il suo numero diretto o quello del posto di polizia, non dare dettagli sulle proprie condizioni familiari o finanziarie e naturalmente non consegnare mai denaro o valori a persone sconosciute.

Il comportamento truffaldino descritto è "relativamente nuovo", scrive la polizia sciaffusana. Le cronache hanno però già registrato alcuni casi. Lo scorso 20 settembre si era appreso del raggiro da 130'000 franchi a danno di una pensionata 88enne nel canton Zugo. Un uomo non identificato aveva contattato a più riprese l'anziana signora al telefono, raccontandole che nell'ambito di un'inchiesta erano state fermate due persone trovate in possesso di dati personali relativi ai conti bancari della donna.

In maggio la polizia di Zurigo aveva fermato un falso poliziotto che facendosi passare per l'"ispettore Huber" era riuscito a convincere un'anziana a consegnargli 20'000 franchi e voleva farsene dare altri 100'000. Pochi giorni prima un malintenzionato aveva chiamato sempre a Zurigo un'altra signora e facendosi passare per il "commissario Bichler della polizia criminale" e aveva cercato di farsi consegnare del denaro. Il raggiro in quel caso non aveva funzionato.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS