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Bambini utilizzati come spie dall'intelligence in Somalia. A rivelarlo è il Washington Post, sulla base di decine di interviste a molti dei minori coinvolti e a funzionari dell'amministrazione di Mogadiscio e delle Nazioni Unite.

A sfruttare bimbi anche di soli 10 anni come piccoli agenti segreti è stata la NISA (National Intelligence and Security Agency), la più potente agenzia dei servizi somala. I ragazzi sono stati mandati nei quartieri-roccaforte dove si nascondono gli jiahdisti di al Shabab, con il compito di indicare alle forze statunitensi gli individui sulla lista dei ricercati e i loro rifugi. Missioni molto pericolose in cui parecchi minori sono stati uccisi.

Il tutto - scrive il Washinton Post - si configura come "una flagrante violazione della legge internazionale" da parte del governo somalo. E imbarazza anche l'amministrazione americana che per anni ha finanziato e addestrato l'agenzia di intelligence somala attraverso la CIA.

sda-ats

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