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Settimana cruciale per la politica spagnola, alla ricerca di una uscita da ormai otto mesi di crisi politica: domani re Felipe VI avvia le consultazioni con i leader dei partiti nella speranza che portino alla designazione di un premier incaricato.

Dopo la costituzione formale la settimana scorsa del Parlamento eletto alle politiche del 26 giugno, le seconde da dicembre, il capo dello Stato inizia le consultazioni domani mattina con i rappresentanti dei partiti più piccoli.

Giovedì vedrà il premier uscente, il popolare Mariano Rajoy, e i leader degli altri tre principali partiti, il socialista Pedro Sanchez, Pablo Iglesias di Podemos e Alberto Rivera di Ciudadanos.

Al momento Rajoy, vincitore delle politiche ma senza maggioranza con 135 seggi su 350 nel Congresso davanti a Psoe (85), Podemos, (71) e Ciudadanos (32) non ha l'appoggio dei 176 deputati necessari per superare il voto di fiducia. Rivera ha promesso solo l'astensione a un governo di minoranza Pp, mentre Psoe e Podemos annunciano voto contrario.

Il premier uscente tenta di spostare Ciudadanos sul 'sì', proponendo a Rivera secondo Abc la poltrona di vicepremier, e di ottenere l'astensione dei socialisti, in nome della governabilità del paese. Una opzione appoggiata dal leader storico dei socialisti Felipe Gonzalez.

L'alternativa a un fallimento del tentativo di Rajoy potrebbe essere un nuovo ritorno alle urne, il terzo in un anno, in un paese considerato il più stabile politicamente dell'Ue fino alle politiche dello scorso dicembre, che avevano segnato la fine del bipartitismo con l'irruzione in parlamento di Podemos e Ciudadanos.

sda-ats

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