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L'Esercito della salvezza non ha più diritto al sostegno finanziario della Confederazione per le sue attività in favore della gioventù.

KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

L'Esercito della salvezza non ha più diritto al sostegno finanziario della Confederazione per le sue attività in favore della gioventù. Lo afferma in una sentenza pubblicata oggi il Tribunale amministrativo federale (TAF)

Secondo i giudici di San Gallo, l'organizzazione evangelica non può avvalersi della nuova legge federale sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche (LPAG), in vigore dal primo gennaio 2013.

Il TAF ha così confermato una decisione negativa di Berna in risposta a una richiesta di sussidi per l'anno 2014. Nel 2013, l'Esercito della salvezza era ancora riuscito ad ottenere sovvenzioni, non essendoci stato il tempo per una valutazione approfondita.

Secondo il tribunale, i settori di attività dell'Esercito della salvezza sono prioritariamente destinati a diffondere il Vangelo e possono dunque essere considerati "luoghi di conversione". Se si considera l'organigramma dell'organizzazione, aggiunge il TAF, le attività in favore dei giovani sono sistematicamente subordinate alla missione evangelizzatrice.

Il TAF tiene a precisare che le organizzazioni che difendono i valori cristiani non sono di principio escluse dalla "manna federale". L'Associazione svizzera delle unioni delle giovani e dei giovani, come pure l'associazione Blauring & Jungwacht, vicina alla Chiesa cattolica, beneficiano infatti di sussidi per le loro attività giovanili.

In virtù della nuova legge, sottolinea il TAF, le attività extrascolastiche possono far capo a un aiuto federale se sono destinate a favorire lo sviluppo personale di fanciulli e giovani. Secondo il tribunale l'Esercito della salvezza mira tuttavia prioritariamente all'evangelizzazione.

sda-ats

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