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Il Tribunale amministrativo federale (TAF) dichiara nullo, in una sentenza pubblicata oggi, l'accordo di conciliazione concluso nell'estate 2014 tra la Commissione della concorrenza (Comco) e l'importatore di auto Amag.

Con questa intesa la Comco aveva chiuso l'inchiesta contro Amag per presunte intese sui prezzi di vendita di veicoli nuovi del gruppo Volkswagen.

Nel maggio 2013 la Comco aveva aperto un'inchiesta contro diversi concessionari delle marche del gruppo tedesco, che si sarebbero accordati sui prezzi delle automobili di marca VW, Audi, Skoda e Seat. L'indagine aveva preso avvio da una segnalazione di Amag, autodenuncia che ha giocato a suo favore.

Con una decisione dell'8 agosto 2014, la Comco ha poi approvato un accordo di conciliazione concluso tra la sua Segreteria e Amag e ha chiuso il procedimento contro quest'ultima, rinunciando a sanzioni. L'importatore si è impegnato a non applicare accordi sulla fissazione di sconti e riduzioni forfettarie e a non scambiare informazioni sensibili sui prezzi con i suoi concorrenti.

A quattro concessionari svizzeri la Comco ha successivamente inflitto, a fine ottobre 2015, sanzioni forfettarie comprese tra 10'000 e 320'000 franchi. I quattro avevano presentato ricorso contro la decisione della Commissione riguardante Amag, presa dal solo vicepresidente della stessa Comco.

Nella sentenza ancora impugnabile davanti al Tribunale federale di Losanna, il TAF giunge ora alla conclusione che il vicepresidente non disponeva della competenza necessaria per la decisione dell'agosto 2014. L'intesa avrebbe a suo avviso dovuto essere approvata dall'intera Commissione.

Il tribunale con sede a San Gallo critica inoltre il modo di procedere della Comco: a suo avviso non si può parlare di un caso di importanza secondaria, come scritto dalla Commissione. Secondo il TAF la Comco con l'accordo di conciliazione voleva concludere anzitempo l'inchiesta contro Amag, un modo di procedere che a suo parere solleva questioni giuridiche di fondo.

sda-ats

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