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Le pastiglie di iodio che sono date alla popolazione nelle vicinanze delle centrali nucleari.

Keystone/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

La fattura totale di 20 milioni di franchi per la distribuzione di pastiglie di iodio alla popolazione nelle vicinanze delle centrali nucleari va interamente a carico dei gestori di queste ultime. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto il loro ricorso.

Dopo la catastrofe di Fukushima nel marzo 2011 il Consiglio federale aveva deciso di estendere il raggio di distribuzione delle pillole di iodio agli abitanti delle zone circostanti gli impianti atomici di Mühleberg (BE), Gösgen (SO), Beznau (AG) e Leibstadt (AG), portandolo da 20 a 50 chilometri.

Il provvedimento concerne circa cinque milioni di persone. Le spese sono salite da 6,2 a 20 milioni. Nell'ottobre 2014, le società Axpo Power e BKW, come pure i gestori delle centrali di Leibstadt e Gösgen, hanno contestato l'aumento dovuto all'estensione del perimetro di protezione, sostenendo che l'ordinanza del governo non poggiava su sufficienti basi legali.

In una sentenza pubblicata oggi, il TAF respinge le loro argomentazioni. Il tribunale con sede a San Gallo considera che le disposizioni legali vigenti permettano di estendere il raggio di distribuzione e di accollare ai gestori delle centrali le spese che ne derivano.

Il TAF giudica pure che la decisione presa dal Consiglio federale non violi il principio di proporzionalità. L'assunzione di pastiglie di iodio permette di ridurre il rischio di cancro alla tiroide in caso di catastrofe nucleare.

(Sentenza A-7711/2015 del 23 agosto 2016)

sda-ats

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