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Il Tribunale amministrativo federale (TAF) di San Gallo (foto d'archivio).

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha sporto querela contro ignoti per una fuga di notizie che ha consentito al settimanale "Weltwoche" di anticipare il contenuto della recente sentenza di principio sulla concessione dell'asilo ai richiedenti eritrei.

In un articolo pubblicato lo scorso 2 febbraio "Die Weltwoche" ha riferito in merito alla sentenza pronunciata il 30 gennaio, che il TAF non aveva ancora notificato alle parti in causa né aveva ancora reso noto, scrive il tribunale con sede a San Gallo in un comunicato, deplorando il fatto che "l'informazione è giunta non si sa come al settimanale".

La Commissione amministrativa del TAF "condanna severamente questo grave e inaccettabile episodio" e pertanto ha sporto querela contro ignoti. Si cercherà pure di chiarire se sussistono "punti deboli" nell'organizzazione interna, ha detto all'ats il suo responsabile della comunicazione Rocco Maglio, aggiungendo che al momento non possono essere fornite al riguardo ulteriori informazioni.

Nella sua nuova sentenza di principio il Tribunale amministrativo ha modificato la propria giurisprudenza, stabilendo che per gli eritrei non basterà più il semplice fatto di aver lasciato illegalmente il loro Paese per ottenere l'asilo in Svizzera. Il TAF ha così confermato un irrigidimento della prassi adottato il 23 giugno 2016 dalla Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) nei confronti degli eritrei, che costituiscono il principale gruppo di richiedenti asilo in Svizzera.

Catalogata con il numero di ruolo D-7898/2015, la sentenza è stata sottoposta a una procedura di coordinamento svolta dai giudici delle Corti IV e V riunite, si precisa nella nota del TAF. Essa "riguarda l'analisi della situazione in Eritrea e il relativo apprezzamento giuridico, la cui validità travalica i limiti della singola fattispecie e si estende a tutta una serie di procedure".

I risultati della procedura di coordinamento - prosegue il comunicato - confluiscono nel progetto di sentenza, al quale può accedere gran parte del personale del Tribunale". La procedura sarà "riconsiderata, e se del caso adeguata, alla luce di questo episodio", conclude la nota.

SDA-ATS