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Sono 22 i morti accertati del secondo sisma di magnitudo 7,3 verificatosi nella notte nella prefettura di Kumamoto, nel sud est del Giappone.

Anche questa volta l'epicentro aveva una profondità ridotta di appena 12 km e gli esperti sismici considerano questo il terremoto principale, a distanza di 28 ore dalla prima scossa di giovedì che aveva causato 9 morti e oltre 1.000 feriti.

In base agli aggiornamenti dei funzionari della prefettura, i soccorsi procedono a tappe forzate per liberare altre persone rimaste intrappolate nel crollo di vari edifici.

Secondo la tv pubblica Nhk, 2.000 persone hanno ricevuto cure e assistenza negli ospedali per le ferite riportate, mentre il numero degli evacuati ha raggiunto le 70.000 unità. Sono migliaia le case rimaste senza luce, gas e acqua.

Nessun danno è stato segnalato alle centrali nucleari nelle prefetture di Kagoshima e Saga e la visita del premier Shinzo Abe di quest'oggi è stata cancellata per ragioni di sicurezza. Il ministro della Difesa Gen Nakatani ha reso noto che fino a 15.000 agenti delle forze di Auto-Difesa saranno destinate sul luogo del disastro a partire da oggi e altre 5.000 saranno dispiegate da domenica.

La magnitudo di 7.3 dell'ultimo terremoto è equiparabile a quella del sisma di Kobe del 1995, dove si registrarono più di 6.500 vittime. Negli ultimi 20 anni si sono verificati 4 terremoti di magnitudo 6 nella regione del Kyushu, incluso uno di magnitudo 7 nella prefettura di Fukuoka, lungo la faglia Kego che si estende 22 km all'interno del territorio fino al mare. Secondo gli esperti nuove scosse di assestamento della stessa intensità potrebbero avvenire nei prossimi giorni.

sda-ats

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