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Secondo uno studio si potrebbe predire l'Alzheimer prima della comparsa dei sintomi (foto rappresentativa)

KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Scoperto un metodo potenzialmente infallibile per prevedere chi si ammalerà di Alzheimer anni prima della comparsa dei sintomi. Si tratta di un sistema semplice, non invasivo e in grado di dare una risposta binaria.

Questa risposta potrebbe essere positiva o negativa - ovvero si ammalerà o non si ammalerà - piuttosto che un gradiente di rischio. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Human Brain Mapping, infatti, il cervello delle persone destiniate ad ammalarsi di Alzheimer (ovvero che hanno già la malattia in fase preclinica, ancora senza sintomi) 'reagisce' diversamente a una serie di stimoli sonori, rispetto a quello di una persona sana che non si ammalerà.

In pratica, spiega Sanja Josef Golubic che ha condotto il lavoro all'Università di Zagabria, la metodologia consiste nel registrare (con sonde esterne appoggiate sulla testa) la presenza di piccolissimi campi magnetici emessi da una certa area del cervello (una parte della corteccia prefrontale) in risposta a due serie di stimoli sonori differenti. Studiando pazienti con Alzheimer e persone sane di controllo Golubic ha visto inizialmente che la corteccia prefrontale dei malati di Alzheimer non produce campi magnetici come reazione all'ascolto delle due serie di toni, cosa che invece avviene negli individui sani.

In un secondo momento Golubic ha visto che alcuni dei soggetti di controllo (apparentemente sani) reagivano solo a una delle due serie di toni fatte loro ascoltare. Queste persone, sottoposte a batterie di test (cognitivi, di memoria, etc), sono risultate compatibili con il quadro clinico di soggetti con deficit cognitivi e potenzialmente a rischio demenza.

Serviranno ora nuovi studi su altri campioni di individui e osservazioni a lungo termine per vedere chi degli individui testati con risposta alterata al test dei toni sonori si ammalerà effettivamente di Alzheimer.

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SDA-ATS