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Il Tribunale Federale (TF) ha confermato il ricovero in clinica psichiatrica per il giovane argoviese che assassinò una 17enne vietnamita a Sessa nel 2009. Egli costituisce un pericolo per terzi a causa dei suoi disturbi della personalità, sottolinea il TF.

Il 23enne ha gravi turbe con aspetti schizoidi, dissociativi e narcisistici. Questi problemi in linea di massima potrebbero essere guariti seguendo una terapia adatta, ma il giovane non ha coscienza della propria malattia e non coopera. Egli è quindi un pericolo concreto per terzi e la sua presa a carico terapeutica istituzionale è indispensabile, secondo la sentenza pubblicata oggi, affermano i giudici di Mon Repos.

Il giovane argoviese è attualmente in detenzione preventiva, in seguito alla fuga, nella notte tra il 27 e il 28 maggio, dal reparto chiuso della clinica psichiatrica Königsfelden di Windisch, vicino a Brugg (AG). Arrestato il 3 giugno nei pressi di Stoccarda, il fuggitivo è stato estradato il 12 luglio in Svizzera.

Per l'omicidio di Sessa, commesso quando aveva 16 anni, il ragazzo di Mägenwil (AG) era stato condannato nel 2013 dal Tribunale minorile di Baden per assassinio a quattro anni da scontare in un istituto chiuso, la pena massima prevista dal codice penale per un minorenne.

La legge federale sul diritto penale minorile allora in vigore prevedeva (art. 19) che "tutte le misure" cessino "con il compimento del 22.mo anno d'età" (attualmente il 25.mo anno). Data la pericolosità del giovane nella primavera del 2015 la magistratura dei minorenni ha ordinato un ricovero a scopo di assistenza in una struttura psichiatrica.

Nel febbraio scorso il Tribunale amministrativo cantonale ha respinto il ricorso del ragazzo stabilendo che, vista la gravità dei suoi disturbi, doveva rimanere a tempo illimitato in un istituto chiuso per seguire una terapia. Il giovane vi si era opposto, ma l'internamento ai fini di assistenza è ora stato confermato dai giudici di Mon Repos.

sda-ats

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