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Un Comune zurighese ha tolto a un 58enne l'aiuto sociale poiché si è rifiutato di partecipare a un programma d'occupazione non remunerato. Il Tribunale federale (TF) ritiene che le autorità abbiano agito correttamente.

Il soccorso d'emergenza in questo caso non può invece essere soppresso. L'aiuto sociale può senz'altro essere revocato quando un beneficiario rifiuta di prendere parte a un programma d'occupazione non remunerato, sottolinea il TF nella sentenza pubblicata oggi.

Su questo punto, l'Alta Corte dà ragione al Comune, che aveva tolto l'aiuto sociale accordato al 58enne, oltre al soccorso d'emergenza. In un primo tempo, dopo il rifiuto da parte dell'interessato di partecipare al programma d'occupazione, il Comune aveva ridotto le sue prestazioni sociali del 15% per sei mesi.

Aveva pure avvertito l'uomo che in caso di un nuovo rifiuto da parte sua, le prestazioni sarebbero state completamente soppresse. In ultima istanza, come il Tribunale amministrativo del canton Zurigo, il TF giudica che l'abolizione dell'aiuto sociale è intervenuta a giusto titolo.

Un Comune non può invece sopprimere l'aiuto d'emergenza con l'argomento che il beneficiario di una tale prestazione rifiuta un programma d'occupazione non remunerato.

La Corte giudica che l'interessato ha diritto all'importo minimo a titolo del soccorso d'emergenza, conformemente all'articolo 12 della Costituzione federale.

Il Comune zurighese in questione poteva tutt'al più non dargli più contanti ma unicamente cibo o altre prestazioni in natura, visto che una base legale prevede a determinate condizioni questa possibilità.

Al contrario, se l'interessato avesse rifiutato di prendere parte a un programma d'occupazione remunerato, il Comune avrebbe dovuto sopprimere l'aiuto d'emergenza. Questo perché una persona che è obbiettivamente in grado di procurarsi le risorse indispensabili a sopravvivere tramite mezzi propri non ha diritto a questa prestazione.

sda-ats

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