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Una dimostrante uigura alla manifestazione odierna a Ginevra.

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

Circa di un migliaio di tibetani e uiguri hanno sfilato insieme oggi a Ginevra contro la politica del governo cinese. I primi hanno chiesto all'Onu indagini sui presunti abusi dei diritti umani.

"La Cina è nostro nemico", ha dichiarato sulla Piazza delle Nazioni un responsabile buddista tibetano. Precedentemente i manifestanti - circa 1000 secondo gli organizzatori e 700 secondo la polizia - erano partiti in tarda mattinata dalla sede dell'Alto commissariato dei diritti umani.

"Ciò che si verifica in Tibet è illegale", ha indicato il responsabile. L'Onu deve proteggere i diritti di queste comunità ma è dalla parte di uno "Stato omicida e terrorista". "Lottiamo per i diritti dell'uomo e della libertà religiosa in tutto il Tibet", ha affermato da parte sua un responsabile dei tibetani di Svizzera.

Gli striscioni presenti chiedevano in particolare all'Onu di "mettere fine al genocidio in Tibet" e se la prendevano con il presidente cinese Xi Jinping.

Da parte loro gli uiguri chiedevano di fermare il "massacro" contro la loro comunità nell'Ovest della Cina.

sda-ats

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