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Evasori, bancarottieri, magnati in incognito e malandrini vari, fate attenzione: i social network - dall'esibizionismo fotografico su Instagram allo sfoggio su Facebook di viaggi e spostamenti per il mondo - possono diventare fatali per le vostre bugie di comodo.

Lo racconta oggi l'Observer britannico, elencando alcuni esempi di personaggi famosi e meno famosi presi in castagna dalla giustizia, dal fisco o dai creditori gabbati grazie a imprudenti vanterie postate online.

I social sono sempre più spesso "la prima tappa delle indagini", rivela al giornale Oisín Fouere, direttore di K2 Intelligence, una società di segugi privati con sede a Londra. I passi falsi sul web sono tutt'altro che infrequenti, fa eco Daniel Hall, un ex avvocato d'impresa divenuto investigatore per conto di aziende truffate e responsabile del dipartimento legale di Burford Capital, secondo il quale a commetterli non sono di solito le 'predè in prima persona, ma figli, familiari sventati e associati vari.

I casi concreti non mancano. I più comuni sono quelli di miliardari, avventurieri e personaggi dello show business, ufficialmente in bolletta, pescati a godersi yacht, aerei privati e bella vita.

L'Observer cita poi nomi e cognomi. Come quello del rapper americano 50 Cent, dichiaratosi 'fallitò finanziariamente al pari dell'ancor più noto e spendaccione Kanye West, salvo farsi beccare in foto su Instagram accomodato fra strati di mazzette da 100 dollari ("soldi falsi", ha provato a difendersi appena preso al laccio).

O ancora quello di un banchiere russo finito in disgrazia in patria e rifugiatosi in Gran Bretagna, che per eludere le tasse nel regno si dichiarava in soggiorno non permanente, ma che è stato alla fine inchiodato grazie a internet come residente regolare fra Londra e dintorni: con tanto di vistosa famiglia al seguito.

sda-ats

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