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La Trump Tower a New York, i cui telefoni sarebbero stati fatti intercettare da Barack Obama secondo Donald Trump

Keystone/EPA/JASON SZENES

(sda-ats)

"Non abbiamo informazioni a sostegno" di quanto espresso nel tweet del presidente Donald Trump, che ha accusato il suo predecessore Barack Obama di averlo intercettato presso la Trump Tower.

Lo ha detto oggi il direttore dell'Fbi James Comey durante l'audizione davanti alla commissione intelligence della Camera americana.

"Abbiamo guardato molto attentamente" ha garantito Comey circa le verifiche condotte dall'Fbi sulle accuse di intercettazioni mosse da Trump ad Obama, e ha inoltre affermato che nemmeno il Dipartimento di Giustizia ha trovato alcuna conferma di tale tesi.

Anche il presidente della commissione intelligence della Camera americana, il repubblicano David Nunes, ha ribadito che dalle verifiche condotte non vi sono state intercettazioni "fisiche" presso la Trump Tower ai danni di Donald Trump. È tuttavia possibile - ha aggiunto Nunes aprendo l'audizione in cui ha deposto il direttore dell'Fbi Comey -che "altre attività di sorveglianza" siano state condotte contro Trump e suoi collaboratori.

Il democratico Adam Schiff, che co-presiede la commissione intelligence della Camera, ha auspicato che la deposizione del capo dell'Fbi sia in grado di "chiudere definitivamente" le discussioni attorno alle accuse di intercettazioni presso la Trump Tower.

All'inizio di marzo Donald Trump aveva accusato il suo predecessore Barack Obama di aver messo sotto intercettazione i telefoni della Trump Tower lo scorso ottobre poco prima sua vittoria alle presidenziali. Finora non ha però fornito alcuna prova che attesti simile affermazioni.

Fbi indaga su collusione con Russia

L'Fbi sta indagando su possibili collusioni del fronte Trump con la Russia nel corso delle elezioni 2016, ha confermato il direttore Comey nell'audizione.

È la prima volta che l'Fbi conferma ufficialmente e pubblicamente l'esistenza di un'inchiesta su tentativi di interferenza da parte di Mosca sulle elezioni presidenziali in Usa, compreso potenziali contatti tra collaboratori di Trump ed esponenti del governo russo, con l'obiettivo di verificare se alcun crimine sia stato commesso.

Comey ha affermato di essere stato autorizzato dal dipartimento di Giustizia a rendere pubblica la circostanza, mentre solitamente l'Fbi non si esprime sulle inchieste in corso. Il direttore del Bureau investigativo ha tuttavia sottolineato non verranno resi noti altri dettagli in quanto di natura riservata, "frustrante, ma necessario" ha detto.

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SDA-ATS