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Polizia nel New Jersey

KEYSTONE/FR27227 AP/RICH SCHULTZ

(sda-ats)

A 50 giorni dal voto per eleggere il nuovo presidente degli Stati Uniti è la paura del terrorismo a fare da spartiacque tra le due anime dell'America.

Le bombe a New York e in New Jersey e l'accoltellamento in Minnesota, gettano benzina sul fuoco dello scontro tra Donald Trump e Hillary Clinton.

Il candidato repubblicano si accende come prevedibile, trova tutte le conferme per i suoi appelli e le sue promesse e punta il dito dritto contro Barack Obama e Hillary Clinton: "questo è il loro fallimento". La democratica Clinton ribatte insistendo sulle sue credenziali e sull'esperienza ricordando che è "l'unica" tra i due che e' stata nella stanza dei bottoni a combattere questa battaglia, quando gli Usa decidevano di eliminare Osama bin Laden.

Questa volta l'attacco è senza vittime e ha ancora i connotati sfuggenti di una storia tutta da definire: manca il movente, manca una rivendicazione. C'è però l'aggressore vivo, nelle mani degli inquirenti, un afghano naturalizzato americano. C'è un piccolo ristorante a conduzione familiare nel New Jersey e, ancora una volta, c'è il sogno americano degenerato, polverizzato. Sufficiente per fare ripetere a Donald Trump, e con vigore, che bisogna cambiare, che bisogna controllare meglio e controllare tutti, che bisogna fermare il flusso dei migranti.

Eppure questa volta Trump appare più cauto: si parla di "terrorismo internazionale" solo in termini vaghi ancora, di palese e 'su carta' non c'è nulla. Ciò non aveva fermato il tycoon in occasione della strage di Orlando (con 49 morti) dal dichiarare subito la sua lotta senza quartiere al terrorismo islamico. Questa volta forse pensa alle urne, e pur rivendicando di avere predetto già sabato sera che a New York si fosse trattato di una bomba, l'attacco che sferra e' tutto politico e contro gli avversari.

E cosi' anche Hillary Clinton che 'denuncia': la retorica di Donald Trump fa il gioco dell'Isis. E parla direttamente agli elettori, invitandoli a non farsi "distrarre' da certa retorica" promette loro che l'America ha quello che serve per vincere questa battaglia, che 'lei' ha l'esperienza necessaria per vincere questa battaglia. "Combatteremo contro i cattivi e li prenderemo.

Ma non combatteremo un'intera religione", promette. La minaccia è reale ma anche la nostra determinazione", scandisce la ex segretario di Stato, "dobbiamo essere vigili ma non spaventati. Scegliamo la determinazione, non la paura".

L'ex first lady incalza: "Io sono l'unica candidata in questa corsa che ha preso parte a decisioni difficili per eliminare terroristi dal campo di battaglia, io sono stata seduta a quel tavolo nella situation Room. So come farlo". Al contrario "il piano segreto di Trump e' che... non ha un piano".

sda-ats

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