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Donald Trump

KEYSTONE/AP/EVAN VUCCI

(sda-ats)

Donald Trump corteggia gli afroamericani, impegnandosi a portare avanti "un'agenda dei diritti civili dei nostri tempi" e a risolvere le difficoltà che i neri si trovano ad affrontare.

Alla congregazione della chiesa Great Faith Ministries di Detroit dice: "Sono qui per imparare". Canta, prega, legge la Bibbia e indossa il tradizionale scialle di preghiera. Ma a Detroit Trump è atteso anche dalle proteste.

Decine di persone infatti manifestano fuori dalla chiesa per le parole pronunciate poche settimane fa da Trump, sempre a Detroit, quando, rivolgendosi a una platea di bianchi, si è lasciato andare nel dire che i neri non hanno nulla da perdere nel votarlo.

Trump è descritto negli striscioni come il "Signore dell'odio" e lo "xenofobo che ha lanciato la sua corsa lo scorso anno è lo stesso uomo che oggi si presenta in chiesa", afferma uno dei manifestanti.

Ma all'interno della chiesa l'atmosfera è diversa. Trump mostra toni rispettosi e moderati. Siede in prima fila, accanto a Omarosa Manigault, ex di una delle trasmissioni televisive di Trump. Poi viene introdotto dal vescovo Wayne Jackson.

L'iniziale accoglienza per Trump è tiepida, ma il tycoon incassa applausi con alcune citazioni della Bibbia nel suo intervento, in cui si parla di amore per il prossimo e rispetto.

"Voglio aiutarvi a ricostruire Detroit. Lo so che la comunità afro-americana è stata vittima di discriminazioni e che ci sono molte cose da correggere" dice Trump, invitando sul palco l'ex rivale nella corsa alla Casa Bianca, l'afroamericano Ben Carson.

"Qui oggi ho imparato che insieme possiamo rimediare all'ingiustizia in ogni sua forma". Trump descrive poi gli Stati Uniti come un Paese "diviso", in cui i politici "non fanno abbastanza per capire cosa succede nelle comunità".

Per Trump conquistare il voto degli afro-americani è cruciale, ma i sondaggi fra i neri lo danno sfavorito. Il tycoon sta comunque recuperando terreno rispetto a Hillary Clinton: le ultime rilevazioni di Reuters-Ipsos mostrano come Hillary abbia bruciato gli otto punti di vantaggio e sia ora sotto di un punto, con il 39% delle preferenze contro il 40% di Trump.

A pesare su Clinton è lo scandalo delle email, che continua a perseguitare la candidata. La pubblicazione dell'interrogatorio dell'Fbi ha riacceso il dibattito, lasciando Hillary esposta alle critiche.

Il recupero di Trump avviene mentre le tensioni con il partito repubblicano aumentano. Il discorso sull'immigrazione dei giorni scorsi, che avrebbe dovuto riavvicinarlo al partito, ha deluso il Republican National Committee, rendendo più profonde le divergenze. Reince Priebus, il presidente del Comitato Nazionale Repubblicano, ha confidato ai suoi la propria delusione per la mancata evoluzione di Trump come candidato. In pubblico però il partito e la campagna di Trump si mostrano compatti, e smentiscono le tensioni e le difficoltà, definendole 'gossip'.

sda-ats

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