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Rachid Ghannouchi rieletto presidente di Ennahda

KEYSTONE/EPA/MOHAMED MESSARA

(sda-ats)

Il leader storico Rachid Ghannouchi, quasi 75 anni, è stato rieletto a notte fonda alla guida del partito Ennahda, con un mandato che durerà 5 anni.

Con la sua rielezione quasi per acclamazione (solo tre i candidati rimasti alla fine e 800 i voti a suo favore contro i 229 per Fethi Ayadi e 29 per Mohamed Akrout) si è concluso il decimo Congresso generale del partito islamico tunisino Ennahda, seconda forza politica del paese, parte della coalizione di governo insieme con i laici modernisti di Nidaa Tounes e primo come numero di deputati in parlamento.

Approvate a larghissima maggioranza tutte le mozioni in programma dagli oltre 1000 delegati presenti ai lavori di Hammamet, compresa quella della svolta, storica, della separazione tra attività politica e predicazione religiosa, per la quale l'80,8% dei votanti ha espresso voto favorevole. Decisione che pone il partito in una nuova ottica, più moderna, pluralista e rispettosa dei diritti democratici e civili, secondo i molti commentatori politici presenti all'evento.

Votato anche il nuovo regolamento del partito composto da 136 articoli, quasi cento in più rispetto ai 40 precedenti, che apre alla democrazia interna, al pluralismo, alle pari opportunità introducendo norme che facilitano il tesseramento. Dai lavori è emerso che Ennahda punta ora allo sviluppo economico inclusivo per la realizzazione concreta del successo della transizione democratica tunisina e si pone come uno degli attori fondamentali della vita politica del Paese nordafricano. "Ennahda è oggi un partito politico, nazionale, di ispirazione islamica, che opera nel pieno rispetto della Costituzione" ha detto Ghannouchi durante il discorso poco prima della sua rielezione, sottolineando la sua presa di distanza dall'Islam politico.

sda-ats

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