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Le associazioni lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) che organizzano la marcia hanno presentato una denuncia alle autorità a seguito delle minacce (foto d'archivio).

Keystone/EPA ANA-MPA/YANNIS KOLESIDIS

(sda-ats)

Se le autorità turche non vieteranno il Gay Pride, in programma a Istanbul il 26 giugno, "saremo noi a fermare la marcia". A lanciare la minaccia in un conferenza stampa è stato il gruppo ultranazionalista Alperen Ocaklari.

"Non vogliamo assolutamente che camminino nudi sul sacro suolo del nostro Paese durante il mese benedetto del Ramadan. Lo Stato deve fermarli tenendo in considerazione i valori nazionali", ha detto il leader locale dell'associazione giovanile del partito della Grande Unione (Bbp), Kursat Mican. Una minaccia analoga era già stata lanciata dall'associazione della Gioventù musulmana dell'Anatolia (Mag).

Le associazioni lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) che organizzano la marcia hanno presentato una denuncia alle autorità a seguito delle minacce. Il Gay Pride di Istanbul, giunto alla 14esima edizione, lo scorso anno era stato vietato a poche ore dall'inizio del corteo, poi disperso con la forza dalla polizia. Nel 2014 la marcia si era invece svolta senza incidenti, pur coincidendo con il Ramadan.

sda-ats

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