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UBS: Francia chiede a Svizzera identificazione 45'000 conti, stampa

Keystone/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

Parigi ha chiesto a Berna di fornire l'identità dei titolari francesi di oltre 45'000 conti presso UBS. È quanto scrive nella sua edizione odierna il quotidiano "Le Parisien".

La banca aveva annunciato in luglio che avrebbe dovuto trasmettere informazioni su clienti francesi alle autorità elvetiche, a seguito di una domanda di assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale emessa dalla Francia in maggio.

La richiesta è relativa a conti di attuali o ex clienti domiciliati in Francia, in base a dati che vanno dal 2006 al 2008. Contattato dall'agenzia di stampa AWP, un portavoce dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha "confermato di aver ricevuto un numero importante di domande provenienti dalla Francia", senza fornire altre informazioni. Ha comunque ricordato che l'accordo contro la doppia imposizione firmato tra Parigi e Berna impone una clausola di confidenzialità in materia.

"Le Parisien" ha pubblicato estratti della lettera inviata l'11 maggio dalle autorità fiscali francesi. Da questa si apprende che la Francia vuole conoscere il nome dei proprietari di "oltre 45'161 conti diversi". "Gli attivi che figurano su queste liste ammontano a oltre 11 miliardi di franchi, ciò che può rappresentare diversi miliardi di euro di mancati introiti per il Tesoro francese", prosegue la lettera della Direzione generale delle finanze pubbliche citata dal quotidiano.

La richiesta francese si basa su informazioni ricevute dalle autorità tedesche, che hanno effettuato diverse inchieste fiscali negli ultimi anni. Alcuni dati relativi a clienti esteri di UBS in Svizzera sono stati individuati nel corso di queste indagini e sono stati trasmessi ad altri Paesi europei.

A inizio luglio UBS aveva rivelato di aver ricevuto una richiesta da parte di Berna sulla trasmissione di informazioni all'AFC in merito a conti di clienti domiciliati in Francia. La banca aveva espresso perplessità all'AFC in merito alle basi legali su cui poggia la domanda, giudicandole "ambigue". La banca intende far esaminare l'ammissibilità della domanda dal Tribunale amministrativo federale per ottenere "chiarezza giuridica". Stando a fonti vicine al dossier, la richiesta di Parigi sarebbe ricevibile, indica l'agenzia AWP.

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SDA-ATS